giovedì 23 dicembre 2010

Skype non funziona nè si collega

Da ieri, mercoledì 22 dicembre 2010, Skype non funziona: un crollo graduale che, piano piano, ha coinvolto sempre più utenti. Improvvisamente il servizio VoIP ha smesso di funzionare correttamente, vedendo gli utenti continuamente disconnessi e poi riconnessi. La permanenza online dura lo spazio di qualche secondo: poi c'è nuovamente la disconnessione. Cosa sta succedendo a Skype? E' questa la domanda ricorrente che da ieri che rimbalza da un social network all'altro, fino all'arrivo di una prima dichiarazione ufficiale da parte dell'azienda stessa: il sistema utilizzato da Skype per interconnettere (via perr-to-peer) è andato in affanno. Ciò è stato dovuto al fatto che numerosi supernodi (per fare un paragone, potremmo semplicisticamente definirli dei "raccordi autostradali" della rete) sono andati offline a causa di un problema presente su alcune versioni del programma, "spezzando" molte comunicazioni e molte interconnessioni tra computer e telefoni. Ciò ha scatenato un effetto domino, coinvolgendo migliaia di utenti e migliaia di comunicazioni in corso. Skype dovrebbe tornare funzionante già nelle prossime ore, stando sempre alle dichiarazioni dello staff che assicura l'alacre lavoro degli ingegneri, impegnati a creare nuovi supernodi. La priorità è ovviamente ristabilire quanto prima le normali conversazioni, mentre per quanto riguarda le videochiamate di gruppo ci vorrà probabilmente del tempo in più.

[fonte: fullpress.it]

Steve Jobs uomo dell'anno 2010 per il Financial Times

Ma quale Mark Zuckerberg: per il Financial Times è Steve Jobs il cofondatore e amministratore delegato della Apple, ad essere l'Uomo dell'Anno 2010. Il suo merito è sotto gli occhi di tutti, ossia aver traghettato una società al collasso, quale era solo una decina di anni or sono, ad una produttrice di oggetti di culto che vanno ben oltre le mode o le caratteristiche tecnico-velocistiche dell'hardware che montano. iPhone 4, iPad o iMac: costosi ma esclusivi, sono gli oggetti tecnologici più desiderati in assoluto, senza dimenticare l'iPod o le varie declinazioni di iBook. E pensare che a Wall Street lo davano per spacciato: una bella rivincita, bravo Steve continua così!!!

mercoledì 22 dicembre 2010

Facebook riconoscimento facciale in arrivo

La tanto attesa funzionalità di Facebook di riconoscimento dei volti è in arrivo: per gli oltre 600 milioni di utenti sparsi ai 4 angoli della Terra, sarà introdotto un algoritmo che permetterà di riconoscere nelle fotografie pubblicate nei profili i volti e suggerirà, in base alla somiglianza con il volto di default, i cosiddetti tag da aggiungere alle foto. C'è da dire che probabilmente il tagging non funzionerà bene come ci si aspetta, per questo motivo e per limitare le polemiche dovute alla solita blanda privacy sul social network Facebook, che Mr. Zuckerberg ha deciso di rendere il riconoscimento dei volti disattivabile tra le impostazioni dell'account utente. Il riconoscimento verrà attivato nei prossimi giorni sulla piattaforma, non ci resta che aspettare per poter verificare il lavoro fatto dagli ingegneri di Palo Alto...

lunedì 20 dicembre 2010

Facebook Login, problemi comuni

Cos'è il "Facebook login"? E cosa fare nel caso non funzioni? Visto che, spesso, si danno per scontate nozioni che non lo sono affatto e che l'utente medio è di solito digiuno da tecnicismi e raffinatezze da web developer, possiamo per sommi capi dire che il Facebook login, altro non è che l'accoppiata email - password con la quale vengono concesse le credenziali per accedere al social network di Mark Zuckerberg.
Ma, per quanto semplice possa essere verificare l'identità di un utente, non sono affatto tutte rose e fiori: recenti problemi dei server hanno fatto si che, anche immettendo negli appositi campi i dati corretti, il login fosse impossibile. In questi rari casi, bisogna solo portare pazienza ed aspettare che tutto torni apposto, altrimenti è possibile che abbiate:

1) dimenticato la vostra password di accesso: basterà richiedere all'indirizzo it-it.facebook.com/reset.php il reset della password che sarà inviata di nuovo per email

2) un account bloccato da Facebook per la violazione di un qualche articolo del suo statuto. In questo caso, dovrete scrivere una email all'indirizzo disabled@facebook.com sperando che venga "evasa" in tempi ragionevoli.

3) un account violato, con password hackerata da qualcuno che, una volta indovinata la pass di accesso, vi ha cambiato le carte in tavola. In questo caso dovrete scrivere ad abuse@facebook.com ed incrociare le dita

4) un altro problema non elencato qui, dovrete per forza di cose recarvi al centro assistenza e provare a sistemare la cosa da voi. L'indirizzo della pagina del centro per l'Italia è it-it.facebook.com/help/?topic=login... Anche in questo caso, vale l'incrociata di dita più di ogni altro fattore esterno.

Nella speranza che queste informazioni possano esservi state utili, le redazioni di FB Login e Facebook Italia colgono di nuovo l'occasione per augurarvi un Buon Natale 2010!

venerdì 17 dicembre 2010

Facebook, adolescenti a rischio malattie e incauti

La SIGO, Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, ha recentemente mostrato i risultati di uno studio che mette in evidenza, da parte degli adolescenti che fanno uso intensivo del social network Facebook, la minore attenzione verso le precauzioni durante i rapporti nonchè l'alimentazione di falsi miti riguardanti proprio la sfera sessuale. Secondo il rapporto, cosa ben più grave, circa il 14% dei ragazzi si guadagna "da vivere" inviando foto intime in cambio di ricariche telefoniche o pagamenti PayPal/PostePay e non ha il benchè minimo timore ad avere incontri con persone conosciute sul web, Facebook e Badoo in particolare, col quale dichiara (il 22%) di avere avuto relazioni. Se a ciò si aggiunge che un buon 40% guarda e/o scambia video e foto fatte anche col proprio cellulare, ci rendiamo conto di come la situazione stia diventando davvero grave, dato che il 70% dei ragazzi ha un proprio profilo personale ed effetta il login su Facebook.

mercoledì 15 dicembre 2010

Facebook Top Status Trends 2010, le parole più usate negli status di FB

Fine anno, tempo di classifiche: si spazia da Google Search con Zeitgeist a Yahoo!, passando ovviamente per Twitter e Facebook. Il popolare social network creato da Mark Zuckerberg ha reso pubblica attraverso il suo Facebook blog (quello ufficiale) la cosiddetta Top Status Trends relativa all'anno che sta per chiudersi. Il risultato è che, a dispetto delle previsioni, la classifica delle parole è dominata dall'inattesa HMU (che sta per "Hurt Me Up" o "Hit Me Up", ossia "Chiamami") cresciuta a dismisura dallo scorso 2009, quando gli status contenenti hmu si contavano in poche migliaia, fino a pochi mesi fa quando già aveva raggiunto la soglia dei 100.000 status al giorno (!!!). Gli altri termini eccoli qui nella classifica ufficiale di Facebook Top Status Trends 2010:
  1. HMU (hurt/hit me up)
  2. World Cup (l'evento sportivo per eccellenza di questo 2010)
  3. Movies
  4. iPad & iPhone 4 (il regalo tecnologico più desiderato in assoluto)
  5. Haiti (il disastro del 12 gennaio ha lasciato un segno indelebile)
  6. Justin Bieber (si, sempre lui, l'idolo delle ragazzine di mezzo mondo)
  7. Games on Facebook (i giochi per Facebook, soprattutto per ragazze, hanno fatto un vero boom)
  8. Mineros/Miners (la vicenda dei 33 minatori cileni che ha tenuto col fiato sospeso ben più di una nazione)
  9. Airplanes (qui ci si riferisce agli aeroplani in generale e alla canzone-hit in minor misura)
  10. 2011 (l'anno che verrà)
Anche per questa classifica di Facebook è tutto, au revoir!

sabato 11 dicembre 2010

In Italia solo Facebook, Badoo e Twitter

Gli italiani amano stare online e fare conquiste: è quanto emerge dall'ultima ricerca della DigitalPR, che ha descritto uno stivale dedito al social networking molto più di come si immaginava. In particolare, Facebook, sembra essere il padrone incontrastato delle giornate dei navigatori dall'alto dei suoi 600 milioni di login, mentre al secondo posto in Italia troviamo Badoo, il network con sede a Londra ma di stampo russo tutto volto alla ricerca dell'anima gemella online. Sul terzo gradino del podio finalmente troviamo in netta crescita Twitter, il social dei 140 caratteri per ogni status (o cinguettio) che viene pubblicato: a pensare che in America spopola quasi quanto Facebook ed è il preferito dalla stragrande maggioranza delle stelle di Hollywood. Ecco la classifica dei social più usati paese per paese:

  • Stati Uniti d'America: Facebook, MySpace, Twitter
  • Regno Unito: Facebook, Twitter, LinkedIn
  • Spagna: Facebook, Tuenti, Badoo
  • Italia: Facebook, Badoo, Twitter
  • Germania: Facebook, Xing, Twitter
  • Francia: Facebook, SkyRock, Twitter
  • Australia: Facebook, Twitter, LinkedIn
  • Canada: Facebook, Twitter, LinkedIn

venerdì 10 dicembre 2010

Ultimo album di Michael Jackson su Play.me e Facebook

Esce l’album postumo di Michael Jackon dal titolo “Michael”, che conterrà 10 brani prodotti dal re del pop insieme ad un ristretto gruppo di collaboratori. Le tracce comprese nel cd sono quelle a cui il cantante stava lavorando recentemente prima della morte, insieme ad altri brani composti precedentemente. Il cd è stato anticipato dal singolo già in rotazione video e radio “Hold my hand”, realizzato in duetto con il rapper senegalese Akon. Il cantante scomparso nel 2009 aveva chiesto espressamente che la traccia fosse la prima ad essere estratta dall’album.

Tra le canzoni contenute anche altri duetti, come “Monster” in cui collabora 50 Cent e “(I can’t make) Another day” con Lenny Kravitz. La copertina invece è stata creata nel 2009 dall’artista Kadir Nelson. Il dipinto ad olio raffigura il cantante, alcuni momenti chiave e alcune persone importanti della sua vita. Inoltre a partire da mezzanotte del 10 dicembre e allo scoccare di ogni ora Play.me (sul Digitale Terrestre free al canale 68, in simultanea streaming su www.playme.tv e facebook.com/playmetv) trasmetterà, in esclusiva e in anteprima fino a domenica, il nuovo video di Michael Jackson “Hold My Hand” girato dal regista Mark Pellington. Il video racconta la canzone attraverso un montaggio di immagini di Michael ed Akon, oltre a persone che rappresentano l’eredità del Re del Pop.

«Il video è un tributo a tutto ciò che Michael rappresenta: la vita, in tutti i suoi stadi, l’amore ed il suo potere, un video di memorie, guarigione e gioia», ha detto il regista Mark Pellington.

[fonte: lastampa.it]

Le parole più cercate su Google 2010

I termini più cercati dagli italiani in rete nel 2010 sono "Facebook" e "YouTube".
A rivelarlo è Google con la sua classifica "Zeitgeist" riguardante le parole rivelatrici dello "spirito dei venti".
Nella graduatoria sono presenti inoltre i vocaboli che si riferiscono alle celebrità, ai tormentoni e agli eventi che hanno caratterizzato il 2010: si va da "waka waka" a "bunga bunga", passando per Lady Gaga, Justin Bieber, Belen Rodriguez e Sarah Scazzi, senza dimenticare alcuni celebri personaggi scomparsi come Sandra Mondaini e Pietro Taricone.
Gli italiani si sono dimostrati attenti anche ai temi socio-economici (la manovra finanziaria è posizionata nella parte alta della classifica) e alle ricette culinarie, con in testa i "cazzilli palermitani".
Per quanto riguarda i termini più cercati dai dispositivi mobili al primo posto troviamo la classifica del campionato di calcio di serie A, seguita da "iPad", "iPhone4" e "Ovi".

[fonte: bitcity.it]

mercoledì 8 dicembre 2010

Yahoo sfida Facebook e non Google

Desta davvero curiosità l’ultima dichiarazione, riportata dall’agenzia Bloomberg, da parte dell’amministratore delegato di Yahoo!, Carol Bartz: “Il nostro maggiore competitor è Facebook più di Google”. Il rivale più temuto dai vertici di Yahoo! Sarebbe a questo punto il sito in blu di Mark Zuckerberg e non il colosso di Mountain View, leader mondiale tra i motori di ricerca. I dati d’altronde parlano chiaro: Facebook, oltre ad essere il social network più conosciuto al mondo, ha visto incrementare in pochissimo tempo il numero dei suoi utenti che ha superato i 500 milioni. Il valore della società, in base alla stima di SharePost, ammonta a ben 40 miliardi di $. Secondo altre stime, il valore stimato del sito in blu sarebbe addirittura di 50 miliardi di dollari e se si ragiona in ottica di medio periodo con il sempre più probabile approdo in borsa (forse ad inizio 2012) del social network più amato al mondo, si può capire perché Yahoo! , cha una capitalizzazione di mercato di 22,1 miliardi di dollari, tema come rivale più Facebook che BigG.

[fonte: geekit.it]

martedì 7 dicembre 2010

WikiLeaks, l'ombra della censura per zittire Assange

Non ci si fa troppo caso, ma la reazione statunitense all'ultima uscita di Wikileaks è uno scandalo nello scandalo. Se c'è un reato che gli Stati Uniti possono perseguire è la sottrazione dei file e se c'è un colpevole che possono cercare di punire è colui che ha copiato i dati e li ha inviati a Wikileaks. Su Wikileaks, Assange e quanto altro, gli Stati Uniti non hanno giurisdizione e perseguire Assange ha solo il sapore di una vendetta o di un'intimidazione a futura memoria.

Tanto più che imprigionare Assange non servirà certo a ridurre al silenzio Wikileaks. Peggio, fare pressione su giganti come Amazon, Paypal, Everydns e gli altri big di internet perché rifiutino i loro servizi a Wikileaks è una reazione davvero degna dello stereotipo della censura cinese. Pietose le scuse adottate da queste aziende, che si sono nascoste dietro "Terms of service" e quindi rifiutandosi di collaborare a un'impresa "illegale". Ci sarebbe da chiedersi illegale per chi, visto che la divulgazione dei segreti statunitensi è un reato solo negli Stati Uniti, mentre in quasi tutto il resto del mondo è sacrosanto diritto giornalistico diffondere informazioni del genere, indubbiamente d'interesse pubblico. Non si capisce poi perché adesso Wikileaks diventi un'organizzazione criminale, mentre quando ha diffuso le prove di crimini di guerra americani in Iraq non è successo niente del genere. Non si capisce perché Wikileaks che pubblica i cable commette un reato e i giornali americani che fanno lo stesso invece no.

C'è poi che le grandi testate che collaborano con Wikileaks, su tutte il The New York Times, che collabora all'impresa per interposto The Guardian, dovrebbero in teoria condividere le stesse responsabilità di Wikileaks, invece no. Bastano queste banali considerazioni per certificare la natura esclusivamente politica degli attacchi a Wikileaks. Fortunatamente altri giganti con simili terms of service non sembrano aver raccolto questo genere di pressioni, resiste la pagina Wikileaks su Facebook, non sono segnalati interventi sull'indicizzazione da parte di Google ed è ancora agibile Twitter.

Non è detto che si tratti di pulsioni libertarie o di adesioni ideologiche, in una battaglia del genere l'utenza di Internet è schierata massicciamente dalla parte del diritto alla divulgazione dei cable e gli utenti di questi servizi sono anche il loro rincipale patrimonio di aziendale. Ancora più tristi, se possibile, le indicazioni impartite alla istituzioni governative statunitensi ai loro dipendenti, tra le quali spicca il divieto di consultare documenti (ormai) notori o discuterne i contenuti, ordine che riecheggia metodi da polizia del pensiero. Ma non basta, ecco allora le pressioni sugli altri paesi, con la Francia che (prevedibilmente) s'allinea e con la Svizzera, ora sulla graticola per un mirror del sito con l'identificativo .ch. Comportamenti stupidi e controproducenti. Dopo che dalla stalla aperta sono fuggiti i buoi, il contadino americano esce in strada sparando ai passanti invece di maledire la volta che ha lasciato aperta la porta.

Così, mentre il servizio diplomatico è sconvolto e la signora Clinton fa il giro dei giardini dei vicini a raccogliere il letame "made in the USA", le agenzie governative si dedicano a una riduzione del danno tanto scomposta che prevedibilmente farà più danni che bene. Intanto in soccorso di Wikileaks accorrono in molti con donazioni individuali (la reazione americana è un'ottima pubblicità) e si mobilitano altre realtà nate per favorire la libertà d'espressione in rete. Ieri Indymedia.org ha proposto un altro mirror del sito e presto anche le sue declinazioni locali faranno o già hanno fatto altrettanto, aumentare il numero dei mirror (per di più su server più protetti della media come sono quelli d'Indymedia), renderà del tutto inutili le pressioni per far fuori wikileaks.ch ed emuli. Non è una battaglia che il governo americano possa pensare di vincere.

[fonte: agoravox.it]

lunedì 6 dicembre 2010

Yara Gambirasio, video ritrovamento del corpo della ragazza non cascateci!

I link-like-jackers non sembrano guardare in faccia nessuno: Yara Gambirasio inclusa. La bambina scomparsa il 26 novembre scorso è vittima inconsapevole di una pagina su Facebook acchiappa-like (le foto del ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio), una specie di bufala come era capitato per Sarah Scazzi nonchè per altri video shock pubblicati su Facebook ma che portavano a pagine che non mostravano proprio nulla. Stavolta siamo dinnanzi ad uno scherzo di cattivissimo gusto, e gli ideatori dovrebbero solo vergognarsi nell'incitare a premere sul bottone del Mi Piace e di condividere il link coi propri amici pur di vedere Yara. Mi raccomando, non cascateci assolutamente e non fate click sulla pagina per vedere il video di Yara Gambirasio mi raccomando!

venerdì 3 dicembre 2010

Jovanotti, Tutto l'amore che ho

Oggi, 3 dicembre 2011, è in uscita il nuovo singolo di Lorenzo Cherubini. Jovanotti ha fatto anticipare l'album "Ora" in uscita il 25 gennaio, dal singolo "Tutto l'amore che ho", che da oggi è disponibile su tutte le radio.

La canzone "tutto l'amore che ho" è stata una scelta voluta dal cantante, che ha detto che è stata proprio la parola amore a fare in modo che la sua voglia di cantare non venisse mai meno. E di sicuro non ne dubitiamo visto che la maggior parte delle sue canzoni d'amore sono delle vere e proprie poesie. «È stata proprio la parola “amore” a rafforzare la mia voglia di cantare questa canzone. Dopo aver sentito questa parola pronunciata in un comizio di un partito ho sentito forte il bisogno di riprendermela, di riportarla dove è giusto che sia, nelle canzoni e nella vita vera». Quindi una voglia di riappropriarsi della parola amore, usata e abusata anche in ambiti dove è veramente fuori posto. Dal 2 dicembre il video e la canzone sono stati disponibili in anteprima sulla pagina ufficiale di Jovanotti su Facebook. Il video di "Tutto l'amore che ho" è stato realizzato come una specie di action movie, un video molto impegnato e a tratti serio, ma che ha divertito molto Lorenzo Cherubini nella sua realizzazione. Nel video si vede Jovanotti contrastato nel suo cammino dalle cose più brutte che possano ostacolare un uomo, terroristi, aggressori, animali feroci, ma lui nel suo percorrere la vita mantiene un passo di danza come a voler testimoniare che la vita va vissuta ballando a qualsiasi costo. «Il mio augurio di buon anno nuovo è questa canzone e questo video, dove c’è uno che è disposto a tutto per conquistare quella che il grande scrittore Alvaro Mutis chiama “una goccia di splendore”, che fa molto rima con amore».

[fonte: we-news.com]

Yara Gambirasio ultime notizie

Il sesto giorno di ricerche (senza il minimo riscontro) di Yara Gambirasio, la tredicenne che manca da casa da venerdì scorso, coincide con il ritorno sulla scena delle indagini di Enrico Tironi, il giovane vicino di casa che si era inventato davanti alle tv di aver visto la ragazzina salire su un’auto con due uomini. Tironi è stato interrogato ieri per la prima volta dalla pm Letizia Ruggeri; ma accanto a quella del ragazzo spunta una seconda testimonianza, raccolta dai carabinieri, che potrebbe avere un peso sulle indagini: è quella di Federico Anni, custode del cantiere edile nel quale i cani hanno costantemente indirizzato le ricerche di Yara. «Venerdì notte ero al mio posto e qui non è entrato nessuno» ha detto. Cominciando da Tironi, il ragazzo ha risposto per oltre un’ora in qualità di testimone alle domande del magistrato. Come mai questa convocazione? Gli inquirenti vogliono capire se davvero il racconto fatto alle tv dal giovane è davvero solo frutto di fantasia. Tironi aveva arricchito la sua narrazione di numerosi dettagli: colore e marca dell’auto (una Citroën rossa con un graffio sul portellone), la fisionomia dei due sconosciuti, l’abbigliamento di Yara (proprio quello indossato dalla ragazza). Ieri Enrico ha ripetuto di essersi inventato tutto per fare bella figura in tv ma la sua figura conserva qualche tratto enigmatico. Con gli amici al bar avrebbe ribadito la genuinità del racconto («Io Yara l’ho vista per davvero») anche dopo la ritrattazione mentre sulla sua pagina di Facebook il ragazzo ha scritto un solo post in due mesi, dedicato al delitto di Avetrana e augurandosi, in un italiano approssimativo, la morte dell’assassino. L’altro testimone su cui si è concentrata l’attenzione di Procura e carabinieri è Federico Anni, il custode del cantiere di Mapello passato al setaccio nei giorni scorsi. Ieri erano stati inizialmente messi i sigilli a un piccolo magazzino di attrezzi, su cui si erano soffermati i cani alla ricerca di Yara. Ma là dentro non è stato trovato nulla di rilevante. «Lo scorso venerdì notte ero al mio posto dentro il cantiere — racconta il custode — ho fatto anche più volte un giro d’ispezione con la torcia elettrica e posso assicurarvi che qui non è venuto nessuno». Una versione che smentisce la «traccia» indicata dall’olfatto dei cani anche se Anni il sabato smonta dal servizio e vi fa ritorno solo il lunedì: durante il weekend viene sostituito da altri sorveglianti. Per quanto riguarda le ricerche, invece, il raggio d’azione si sta allargando: ieri ha toccato anche una cava a Palazzago e alcuni siti nella zona di Almenno San Bartolomeo. Sempre sostenuta la partecipazione dei volontari ma da ieri anche la polizia ha messo a disposizione uomini, arrivati da Milano e Padova. Infine il settimanale Panorama, nel numero in edicola oggi, annuncia un servizio su Yara Gambirasio che contiene frasi dell'ultimo tema di italiano scritto dalla ragazza prima della scomparsa. Racconta di una gita con la classe alla manifestazione Bergamo Scienza e della curiosità manifestata da Yara per la macchina Enigma usata dal controspionaggio nazista durante la Seconda guerra mondiale.

[fonte: altervista.org]

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Aggiornamento del 6 Dicembre 2010: La notizia dell’arresto del marocchino accusato di aver preso parte all’omicidio di Yara Gambirasio, ha sconvolto tutti. Peccato, però, che a farsi sentire non è tanto il dolore per la morte un innocente, ma quanto piuttosto gli incitamenti a sfondo razziale, che non sono mancati anche su Facebook.

La tensione è alta a Brembate Sopra, il paesino dove viveva la ragazza.

Occhio per occhio, dente per dente […] Non ne possiamo più di questi immigrati, devono tornarsene a casa loro […] Marocchini fuori da Bergamo […] Lasciatecelo in piazza a Brembate, noi non abbiamo mai cercato niente, loro vengono qui a rubarci il lavoro e violentarci le donne.

Queste sono solo alcune delle scritte contro gli extracomunitari che circolano in paese e sui social network.

Il sindaco della città, Diego Locatelli, ha cercato di riportare l’ordine e, durante una conferenza stampa, ha espresso così tutto il suo disaccordo rispetto ai messaggi e alle scritte contro gli extracomunitari:

Ci dissociamo da singoli episodi manifestatisi in occasione della divulgazione di notizie inerenti alle indagini tuttora in corso e ancora in fase di accertamento […] Auspichiamo che questo non sia strumentalizzato e che prevalga il senso di massimo riserbo sulle indagini che le forze dell’ordine stanno svolgendo con professionalità e con grande dispiego di energie e risorse.

Tuttavia, sarà difficile limitare episodi del genere anche perché su Facebook i commenti razzisti si moltiplicano ogni minuto che passa: s’invoca la pena capitale, linciaggi, la legge del taglione. Frasi queste che fanno riflettere, per cui il dubbio sorge spontaneo: che differenza c’è tra il nostro paese, che si fa portavoce della difesa dei diritti umani e i paesi islamici, dove la legge del taglione esiste davvero?

[fonte: onewoman.it]

giovedì 2 dicembre 2010

Google Evil o Google is God?

Solo ieri abbiamo pubblicato i dati delle parole più ricercate sul web tramite Yahoo! Search, il motore di ricerca numero 2 al mondo dietro BigG. Oggi la nostra sete di statistiche ed informazioni non si è affatto placata, ecco che vogliamo la classifica delle parole più cercate su Google nel 2010: ovviamente non sono ancora disponibili, visto che Zeitgeist verrà pubblicato tra qualche settimana. Eppure, nella marea di dati relativi raccolti da Google in tutto il mondo, salta all'occhio un insolito sorpasso: Google Evil, in questi ultimi 3 giorni, batte in volume di ricerche il classico Google Is God. Un trend strano, che finora ha sempre visto la dominante del bene sul male anche sul web e probabilmente influenzato dalle dichiarazioni di Mozilla che accusa Google Apple e Microsoft di comportarsi in modo poco trasparente installando software sui browser degli utenti senza il benchè minimo avviso e richiesta di conferma. Anzi, il gigante dei motori di ricerca ha il suo motto-slogan che afferma proprio "Don't be evil", ossia è possibile mettere al primo posto negli obiettivi degli amministratori di siti web gli utenti, e fare, allo stesso modo, un ottimo business senza essere "cattivi" nè maliziosi. Eppure, in base alle ricerche degli stessi utenti, proprio a Google non si starebbe comportando secondo i suoi principi di base: date uno sguardo a Insight For Search per rendervene conto, ecco il grafico.

Lascio a voi qualunque considerazione e commento al riguardo.

mercoledì 1 dicembre 2010

Facebook, Belen Rodriguez e le altre parole più cercate nel 2010

Facebook è stata la parola più ricercata nel 2010. E' questo il verdetto di Yahoo! che come ogni anno stila la classifica dei trend dell'anno sul suo motore di ricerca, che come noto non è il più usato in Italia ma è sicuramente in grado di dire cosa cercano gli italiani in Rete. Al primo posto delle keyword più popolari, dunque, il social network di Zuckerberg, ma ecco quali sono tutte le sottocategorie pensate da Yahoo! dei temi che hanno riguardato di più gli italiani nel 2010.

La Top Ten delle parole più cercate

  1. Facebook
  2. Giochi
  3. Oroscopo
  4. Superenalotto
  5. Grande fratello
  6. Calciomercato
  7. Previsioni meteo
  8. Belen Rodriguez
  9. Mappe
  10. Tarocchi


Panoramica sul mondo

  1. La marea nera
  2. Le nubi di cenere del vulcano Eyjafjallajokull
  3. Disastri naturali in Pakistan, Haiti e Cile
  4. Verso nuove elezioni?
  5. Europa in crisi
  6. Allarme terrorismo
  7. Flop Obama elezioni di mid-term
  8. Minatori cileni prigionieri
  9. Fine della guerra in Iraq
  10. Censura - dall'Iran alla Cina, passando per il premio Nobel della Pace


Gli scandali

  1. Ruby Rubacuori
  2. Tiger Woods
  3. Montecarlo Casa Tulliani
  4. Caso Wikileaks
  5. Escort e calcio
  6. Morgan
  7. Vallettopoli bis
  8. Scandalo appalti
  9. Scajola e l’appartamento di Roma
  10. Bruciare il Corano, l'iniziativa del pastore Jones


Cosa ha detto la scienza

  1. Nata vita artificiale - creata prima cellula con genoma sintetico
  2. Scoperto gemello del nostro sistema solare
  3. Immortalata la luce del Big Bang
  4. Censimento vita marina: 120.000 specie all'appello
  5. Il Neandertal che c'è in noi: sequenziato il suo DNA
  6. Animali e piante preistorici scoperti nel 2010
  7. Super attività solare e tempesta solare nel 2010
  8. Hawking: gli alieni esistono e sono cattivi, meglio non incontrarli
  9. L'eclissi del Millennio
  10. Il robot più piccolo del mondo


Le celebrità più cercate

  1. Belen Rodriguez
  2. Elisabetta Canalis
  3. Nina Senicar
  4. Lady Gaga
  5. Ilary Blasy
  6. Veronica Ciardi
  7. Manuela Arcuri
  8. Michelle Hunziker
  9. Kasia Smutiniak
  10. Sara Carbonero


Le ricerche più popolari sul cellulare

  1. Calcio Serie A
  2. Oroscopo
  3. Mondiali
  4. Superenalotto
  5. Belen Rodriguez
  6. Calciomercato
  7. Festival di Sanremo
  8. Simona Ventura
  9. Cristina del Basso
  10. Giro d’Italia

Le domande più curiose provenienti da Yahoo Answers

  1. Con quale metodo si può dimostrare che la Cassa Veloce del supermercato è in realtà la più lenta?
  2. Se la tecnologia arrivasse al punto di creare cibo artificiale, questo verrebbe rifiutato dalla società?
  3. E' possibile viaggiare nel tempo?
  4. Perché le ascisse non ascendono?
  5. Sapreste scrivere un racconto horror di massimo 10 parole?
  6. Cosa ti fa credere che il tuo matrimonio sarà "diverso" da tutti quelli che vanno a rotoli?
  7. Se sono fermo in divieto di sosta e il vigile fischia per farmi spostare sono obbligato ad andare via?
  8. Perché si vota con la matita?
  9. Come si capisce se una tartaruga è maschio o femmina?
  10. Gli animali possono provare "amore", o pensano solo ad accoppiarsi?


Un riassunto dei dati è visibile su questo sito.

[fonte: wired.it]

martedì 30 novembre 2010

Bush intervistato su Facebook

All’ex Presidente George W. Bush piacciono i social media, specialmente adesso nel pieno della campagna promozionale del suo libro “Decision Points” uscito in libreria il mese scorso. Lunedì si è fatto intervistare dal ventiseienne Mark Zuckerberg, il direttore generale di Facebook, su Facebook Live , il canale in streaming del social network.

“Perché ha deciso di apparire su Facebook?” ha chiesto Zuckeberg

“Perché ci sono moltissime persone che seguono Facebook e io sto cerncando di vendere il mio libro” ha detto Bush in tutta sincerità, aggiungendo che ai suoi occhi il social network è molto interessante perché si stratta della realizzazione del sogno personale di Zuckerberg attraverso un progetto che dà lavoro a moltissime persone. “E poi quando si tratta di marketing io mi faccio sempre avanti senza alcuna vergogna”. Bush ha poi continuato raccontando il suo rapporto con la tecnologia. “Quando mi sono trasferito da Washington a Dallas sono diventato un tipo da Blackberry, ma adesso sono un tipo da iPad”.

“Che canzoni ascolta sul suo iPod?”

“Non lo uso più, quando vado in bici mi piace ascoltare il cinguettio degli uccelli, anzi no, non è vero, ora ho caricato “Decision Points” sul mio iPod”.

Parlando di argomenti più seri Bush ha ribadito di non volere attaccare pubblicamente Obama e di apprezzare la sua politica in Afganistan.
Ha poi commentato sulla recente apparizione di oltre 250 mila documenti del Dipartimento di Stato americano comparsi sul sito WikiLeaks . “Le fughe di notizie sono molto pericolose, i responsabili devo essere perseguiti penalmente.”

A metà trasmissione circa 6500 persone erano connesse a Facebook Live per seguire l’intervista. Da remoto gli spettatori potevano anche fare domande all’ex Presidente.

Bush ha salutato il suo pubblico con una battuta: “Se mi incontrate all’aeroporto, spero che mi salutiate con tutte le cinque dita, ma se non lo fate non sarete i primi. Comunque sono un tipo alla mano

[fonte: america24.com]

Facebook, tempi duri per blog e siti

Si preannunciano tempi duri per la blogsfera: la crisi economica internazionale poco o nulla c'entra con la nuova forma che sta assumendo il web. Da un insieme di pagine malamente collegate le une alle altre, dove l'informazione la faceva da padrone e Google dettava le regole per l'esistenza stessa dei siti, si è passati ad una specie di agglomerato Facebookiano, dove la qualità dei contenuti è venuta meno (sigh) e tutto sembra ruotare attorno ai dati personali degli utenti pubblicati più o meno volontariamente dagli oltre 600 milioni di login-dipendenti al social network in blu. I blog stanno morendo pian piano, e senza il supporto di una Fan Page su FB che riporti, magari, i feed delle notizie più importanti pubblicate, le visite si abbasserebbero considerevolmente. Solo le pagine sul network costruite a scopi commerciali dalle piccole e grandi aziende sembrano avere qualcosa in più rispetto alle altre: il numero di like o sottoscrizioni cresce a prescindere dalla bontà del servizio offerto (non stiamo a disquisire della qualità del prodotto finale che entra nelle case degli acquirenti, è tutto un altro paio di maniche) senza che ci sia un vero nesso servizio migliore = maggiori followers, equazione che invece sussisteva nel web pre-Facebook. La differenza nell'impostazione è sostaziale: infatti per aprire una pagina su Facebook basta semplicemente un login e la seppur minima capacità comunicativa dettata dalle regole del marketing. Un sito web o blog invece è una piccola struttura autosufficiente che necessita grafica, html, script, ottimizzazioni e, soprattutto, contenuti di qualità (content is king, o almeno dovrebbe esserlo prima delle rivoluzioni agli algoritmi di classificazione di Bing, Google e Yahoo!). La differenza tra una pagina ed un blog su Blogger/Blogspot, così come su WordPress, Tumblr e compagnia bella è tutta negli sforzi economico/intellettuali che vanno sostenuti da chi decide di pubblicare qualcosa sul web. Sforzi inutili, se paragonati ai fiumi di visite che potrebbe portare un "Like", peraltro malevolo, con tecniche di link/like-jacking già viste più volte sul network in blu ma non solo... Nemmeno Twitter è esente da tali vulnerabilità, figuriamoci i social minori. In sintesi, il colpo di grazia sembra essere stato dato dallo stesso Zuckerberg, che sta attuando politiche di dominio totale (avete presente Risiko?) di internet alla faccia della libertà e della pluralità che è sempre stata alla base della rete così come l'abbiamo conosciuta sin dagli albori.

Mario Monicelli addio da Facebook

Mario Monicelli si è suicidato alle 21.00 di oggi lanciandosi dal 4' piano dell'ospedale S. Giovanni di Roma in seguito ad un tumore alla prostata. Il regista 95enne si è tolto la vita, inutili i tentativi di rianimazione subito praticati, seguendo l'esempio del padre Tommaso, critico e giornalista, anche lui deceduto suicida nel 1946. Tra i suoi film, ricordiamo senza dubbio Guardie e Ladri con Totò, I soliti Ignoti e soprattutto l'Armata Brancaleone del 1965 (video preso da YouTube qui in : Facebook lo ricorda con tante pagine di fans aperte anche oggi dopo la diffusione della notizia del decesso del regista. Se volete, ecco la pagina a lui dedicata facebook.com/pages/MARIO-MONICELLI/33846298817 per lasciare un commento o un semplice "Mi Piace".

lunedì 29 novembre 2010

Vip sociali e Giornata AIDS 2010

La giornata mondiale per la lotta all'AIDS, che si celebrerà come ogni anno il prossimo 1 Dicembre in tutto il mondo, vedrà schierati i vip dei social network Facebook e Twitter in un modo insolito: le star vorrebbero abbandonare i due network chiudendo i propri account FB e Twitter se non saranno fatte donazioni in favore della lotta all'AIDS all'associazione Keep a Child Alive. Una iniziativa che è nata dalla proposta di Alicia Keys ma che ha raccolto larghi consensi tra gli altri vip, Lady Gaga inclusa (che da sola può contare su 24 milioni tra amici e fans-mostriciattoli). Un ricatto digitale che vedrà la chiusura immediata a meno di non raggiungere il milione di dollari in versamenti per la lotta all'HIV: un modo per scuotere la gente toccandogli i portafogli... Ma non a tutti è piaciuto, anzi, a noi non è piaciuto affatto! Non pensate sarebbe stato meglio che Lady GaGa & soci avessero versato di tasca propria la cifra richiesta? O almeno organizzare un concerto devolvendo gli incassi raccolti nelle casse dell'associazione Keep a Child Alive, che offre sostegno alle famiglie vittime di questa grave malattia. Voi che ne pensate? Lasciate un commento se vi và, grazie!

venerdì 26 novembre 2010

Chiara Cavaleri, scomparsa dal 24 novembre

Chiara Cavaleri, 14 anni, alta 1.55m per 53kg di peso, scomparsa il 24 novembre 2010 a Genova vestita con un maglione bianco lungo, un paio di jeans e scarpe da tennis. L'appello, lanciato dalla famiglia della ragazza anche su Facebook, per ora non ha avuto riscontri positivi. La ragazza, tifosa della Roma, era solita uscire la mattina per prendere l'autobus per andare a scuola. Il 24 novembre non è mai arrivata a destinazione. Il suo cellulare è stato individuato nella zona di Sestri Ponente (GE) ma al momento risulta non raggiungibile. Sul caso stanno indagando i Carabinieri di Genova, di Arenzano e di Sestri. Se avete notizie non esitate a contattarli. Ecco qui a destra una foto recente di Chiara Cavaleri, qui sotto il video con l'appello della madre della ragazzina scomparsa.


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Aggiornamento del 27 Novembre 2010: Sono 3 le persone indagate dai carabinieri della compagnia di Arenzano per la scomparsa della studentessa di 14 anni fuggita mercoledì dalla sua abitazione di Voltri e ritrovata stamani dai militari in un appartamento di via delle Tofane nel quartiere di Rivarolo. I carabinieri sono arrivati al nascondiglio della giovane attraverso un'attività tecnica sulla base di chat ed amicizie su facebook ed il diario della ragazza. A finire nei guai sono stati il fidanzato delle giovane più vecchio di lei di 17 anni, Bruno, operaio di 31 anni, il fratello Cristian di 25, ai domiciliari per una serie di rapine e Alessandro, studente di 18, anche lui già noto alle forze di polizia. Tutti e tre dovranno rispondere del reato di sottrazione di minore. Secondo quanto è stato ricostruito, l'adolescente sarebbe fuggita da casa perchè aveva paura che la mamma potesse ostacolare la sua relazione sentimentale con un ragazzo tanto più grande di lei. La studentessa si trovava proprio in casa di Cristian quando i carabinieri hanno fatto irruzione nell'appartamento di Rivarolo. Era seduta sul divano e stava guardando la televisione. Alla vista delle divise ha tentato di fornire un'identità fasulla dicendo di chiamarsi Daniela. Ora si trova presso la compagnia dei carabinieri di Sampierdarena (che hanno fornito ai colleghi un importante contributo nelle indagini) e presto incontrerà la madre.

Chiara Cavaleri, questo il vero nome de''adolescente, era scomparsa mercoledì. La giovane non era tornata a casa dopo la scuola e la madre allarmata si era rivolta prima agli insegnanti e poi ai carabinieri, facendo anche appelli in tv. Ieri i compagni di classe avevano fatto un tam tam su Facebook invitando Chiara a farsi viva.

Si tratterebbe dunque di una fuga volontaria. «Non ti preoccupare. Ti perdoniamo. La cosa importante è che ora sei tornata a casa sana e salva e che stai bene. Affronteremo d'ora in poi tutte le cose insieme»: con queste parole la mamma ha abbracciato la figlia ritrovata dopo la fuga da casa per amore. L'incontro è avvenuto nei corridoi della compagnia dei carabinieri di Sampierdarena. «Scusa per i brutti giorni che ti ho fatto passare» ha detto la studentessa di 14 anni, ma la mamma l'aveva già perdonata: «Non dire più niente, la cosa più importante è che stai bene».

[fonte aggiornamento: leggo.it]

giovedì 25 novembre 2010

Emilio Fede, aggredito anche su Facebook Italia

“Il governo comincia a temere l’ira del popolo. Emilio Fede è un mero esecutore del regime piduista e come tale agisce, prendendosela con gli utenti di Facebook. Continuare a definire terroristi tutti coloro i quali la pensano diversamente da lui non fa altro che continuare ad alzare il livello della tensione. I factotum di Berlusconi insultano, provocano, aizzano e poi fanno le vittime”.

Lo dice Sonia Alfano, europarlamentare e responsabile nazionale del Dipartimento Antimafia di Italia dei Valori, commentando le dichiarazioni rilasciate da Emilio Fede all’Ansa. Il direttore del Tg4 ha detto che ‘una societa' civile dovrebbe chiudere Facebook, che e' una realta' delinquenziale all'origine di episodi drammatici’. L’europarlamentare, oggi, aveva già fatto riferimento a Emilio Fede sul suo blog (soniaalfano.it).

“Secondo Fede, appassionato sostenitore del partito dell’amore, il popolo civile avrebbe dovuto ‘menare’ quello sparuto gruppo di manifestanti che ieri si è illecitamente introdotto nell’atrio del Senato della Repubblica facendo riferimento persino a ‘estremismo rosso’. Sappiamo benissimo che il suo è un subdolo tentativo di istigare alla violenza. Questo è il metodo dei servi di regime che sperano di fomentare ulteriormente i cittadini già carichi di tensione a causa dei provvedimenti di un governo illiberale e antidemocratico” ha scritto Sonia Alfano sul suo sito web.

[fonte: blogspot.com]

mercoledì 24 novembre 2010

Se hai paura dei fantasmi non clickare qui

Il solito likejacking tutto italiano apparso su Facebook da qualche tempo ha del sensazionale. "INCREDIBILE, SE HAI PAURA DEI FANTASMI NON CLICCARE QUI RIMARRESTI SCONVOLTO": tutto in maiuscolo, con tanto di video con un riquadro rosso che oscura la parte più sconvolgente. E poi aggiunge: Una storia da fare accapponare la pelle... ma come e' possibile? Ancora non riesco a crederci dopo averlo visto piu' volte! SEGUI I SEMPLICI PASSI QUI SOTTO PER VEDERE IL VIDEO CHE MI HA SCONVOLTO!

Poi viene il bello (che non sarei io, ma il trucco vero e proprio)...

PASSO 1 Clicca sul bottone Like in alto


E sotto la solita spataffiata di utenti che hanno fatto click e lasciato un messaggio al geniaccio che, sfruttando il network di Zuckerberg, ha imbastito un sito al solo scopo di racimolare boccaloni in grosse quantità. Statene alla larga, soprattutto quando siete già loggati su FB potete contribuire a vostra insaputa alla diffusione di pagine di questo genere: ocho!!!

Ruby Rubacuori ed i video di Arcore con Berlusconi

Altro girone, altro regalo, niente caramelle per i... Ops, stavo ascoltando Ligabue quando mi è apparso un ennesimo link/like jacking su Facebook che recitava pressappoco così: "Ruby Rubacuori rilascia il video della notte ad Arcore con Berlusconi, ultimo colpo al governo". Interessante, penso io, ma indagando meglio si apre una finta pagina di YouTube con una foto che, clickata, rilascia in automatico un "Like/Mi Piace" sulla bacheca di Facebook (ovviamente a login effettuato, sia ben inteso). Come al solito, nessun video scandalo che vede coinvolto il Premier e la sua ultima "brava ragazza", ma solo una trappola per allocchi-boccaloni-curiosoni Facebook-maniaci. Ovviamente non dovete assolutamente fare click sul video incriminato nè tantomeno sulla pagina che contiene lo YouTube di Ruby Rubacuori. Se però non avete resistito alla tentazione, bisognerà rientrare nella propria pagina di Facebook e sulla bacheca fate click sulla X appena creata dal video del video di Ruby annullando il "Mi Piace". E' tutto ;)

martedì 23 novembre 2010

Ma una madre come può fare dei video del genere?

MA UNA MADRE COME PUÒ FARE DEI VIDEO DEL GENERE? Un link su Facebook con tanto di video che riporta come didascalia: "Sembra incredibile che una madre possa farsi dei filmati del genere e pubblicarli su internet". A noi della redazione di FB login sembra invece incredibile come gli iscritti al social network in blu possano ancora clickare su annunci del genere, dopo tutti gli allarmi lanciati dalle società di sicurezza ed i blog specializzati in link jacking, scam, spam e chi più ne ha più ne metta. Per la cronaca, niente sarà visibile all'incauto navigatore che ha effettuato la login a Facebook ed ha fatto click sul link del video in questione che riporta su un sito esterno (tuamamma.c0m) del tutto e per tutto simile al network di Zuckerberg ma basato su piattaforma Blogger/Blogspot e registrato il 4 giugno 2010. Attenzione quindi a non cascarci, un click sul video vi riporterà sulla vostra pagina di FB e segnalerà a tutti i vostri amici che il sito tuamamma è stato di vostro gradimento come se aveste clickato il "Mi piace"/"Like"!

FB login, password a rischio

Un nuovo allarme di sicurezza informatica vede coinvolta la piattaforma di Mark Zuckerberg e di conseguenza i suoi oltre 600 milioni di utenti. Recentemente infatti è stato diffuso un messaggio di posta elettronica proprio agli iscritti del social network, attraverso la quale vengono informati di una modifica, realizzata dal sedicente team di supporto, della password per l’accesso a Facebook login. Attualmente il messaggio non sembrerebbe aver coinvolto un gran numero di utenti, ma il pericolo è assai elevato e sarebbe un errore enorme sottovalutarlo.

A diffondere la notizia è stata la Sophos che spiega come all’interno della e-mail sia allegato un file zip contenente del malware, conosciuto come Troj/Agent-PLG ed identificato come Mal/BredoZp-B. Il messaggio ingannevole invita l’utente a prendere visione del contenuto dell’allegato, diffondendo così il virus.

Il testo della mail si presenta ben fatto e che riuscirebbe anche a convincere un’utenza informatizzata:

Gentile utente.
Dello spam è stato inviato dal tuo account di Facebook. La password è stata modificata per motivi di sicurezza.
Informazioni riguardanti il tuo account e una nuova password sono allegate a queto messaggio. Leggi con attenzione queste informazioni e cambia la password con una più complessa.
Ti ringraziamo per l’attenzione,
servizio Facebook.


E’ quindi consigliato agli utenti di fare molta attenzione ed evitare di aprire qualsiasi allegato proveniente dalla piattaforma di Palo Alto. Intanto i maggiori programmi antivirus sono pronti a rilasciare aggiornamenti per identificare il pericolo.

[fonte: trackback.it]

lunedì 22 novembre 2010

Ragazza ingoia bottiglia video su Facebook

Alzi la mano chi di voi non ha fatto click sul video della ragazza che, per 500 euro, ha accettato di ingoiare una bottiglia: ad occhio e croce, visti i suggerimenti nelle bacheche di tutti i miei amici del network in blu ed il contatore che sta a quota 95.000 likers, direi ben pochi. Si tratta, manco a dirlo, dell'ennesimo link-like jacking nato e cresciuto su Facebook che sfrutta la curiosità degli oltre 600 milioni di utenti che effettuano quotidianamente il login al network per creare hype e fare $0ldi con i boccaloni del web. Sembra infatti la moda del momento quella di pubblicare finti video incredibili su FB che scatenano i click delle persone normali su titoli fantastici e clamorosi come quello del titolo di questo post, il quale aggiunge: "Guardate cosa è riuscita a fare!!!". Il click non sarà ricompensato con alcun video visto che il sito di destinazione non è YouTube anche se somiglia parecchio, ma al contrario comparirà sulla vostra bacheca, previo il login a FB, una bella preferenza-suggerimento per tutti i vostri amici: mi raccomando, non abboccate e non fateci click!!!

Facebook Login homepage del web?

Un importante esperimento sarebbe in atto sulle pagine di Facebook: un piccolo messaggio che suggerisce agli utenti di trasformare Facebook nella propria pagina predefinita per l’accesso al Web identificando il social network come il primo sito che si visita in automatico all’apertura del browser.

Detta così sembra essere un’idea banale e vecchia, qualcosa che torna in auge dagli albori del Web quando i grandi portali si contendevano questa funzione a colpi di click (volontari o meno) da parte degli utenti. Bisogna però notare come l’uragano Google abbia trasformato le abitudini per lunghi anni cristallizzando in molti l’idea per cui la prima pagina da visitare sia giocoforza il motore di ricerca, le sue linee semplici, il suo sfondo bianco e leggero, il suo modulo per cercare sul Web le informazioni desiderate. Facebook osa dove gli altri non osavano più: togliere a Google il più grande dei privilegi.

L’esperimento sarebbe stato proposto ad un piccolo gruppo di utenti con messaggi differenziati per valutare l’impatto che gli stessi riescono ad avere. Ad oggi, insomma, Facebook starebbe conducendo più che altro una valutazione statistica formale per capire come meglio convincere gli utenti al fatidico click che toglie Google ed impone Facebook come pagina predefinita sul browser in uso. Una volta raccolti i dati e stabilita la migliore delle soluzioni per il proprio “Make Facebook Home“, però, la proposta potrebbe diventare universale e giungere sulle bacheche di oltre 500 milioni di utenti.

Ed in ballo non c’è soltanto la colonizzazione della pagina predefinita e del traffico conseguente che è in grado di portare sui server del gruppo che si aggiudica la contesa. In ballo v’è un concetto più esteso che coinvolge il modo stesso di intendere il Web. Basti pensare al modo in cui Google si è sostituito ai portali antecedenti: l’insieme delle proposte dei grandi nomi di allora è stato spazzato da una pagina che offre all’utente la possibilità di cercare quanto desiderato. L’arrivo di Facebook potrebbe ora cambiare nuovamente il paradigma, offrendo all’utente non soltanto il pieno potere sulla propria navigazione, ma anche un filtro social con il quale orientarsi alla ricerca di informazioni e novità. Facebook predispone il filtro stesso, identificando la bacheca non solo come un flusso di informazione dagli amici, ma anche come un contenitore di notifiche provenienti da siti web e servizi di varia natura. Esserci su Facebook, a quel punto, diventerebbe un modo per ottenere visibilità moltiplicata: una scelta irrinunciabile

La forza di Facebook è quanto sufficiente per intuire come una proposta su vasta scala trasformerebbe davvero Facebook nella homepage del Web per una moltitudine di utenti. Per costoro Google sarebbe declassato a seconda scelta. Il che sarebbe una rivoluzione a prescindere.

[fonte: webnews.it]

domenica 21 novembre 2010

Video nascosti su YouTube, incredibile...

Incredibile, video nascosti su YouTube: ecco come poter accedere ad una selezione di video esclusivi del gigante dei video online, basterà (manco a farlo apposta) fare un semplice quanto immediato click sul pulsante "Mi Piace/Like" della relativa pagina su FB (il login è necessario per questo passaggio) nonchè fare un secondo click sul "Condividi" ed il gioco è fatto... Il video nella home della relativa pagina su Facebook non si caricherà affatto, in compenso avrete contribuito a vostra insaputa al diffondersi dell'ennesima pagina acchiappa-boccaloni sul social network in blu, che a giudicare dalle statistiche riportate sulla parte sinistra, non sono affatto pochi. Mi raccomando se ci capitate sopra, segnalatela ai gestori del network grazie.

venerdì 19 novembre 2010

Il Gorilla del Crodino su Facebook

Amici di Facebook, vi sarete sicuramente accorti che il 15 novembre ha debuttato, sul profilo Crodino Crazy Factory, A un pelo dalla victoria, la prima branded entertainment serie in Italia ad essere veicolata attraverso i social network. I protagonisti dei social webisode sono Victoria Cabello e Il Gorillone, coppia fissa anche degli spot pubblicitari televisivi della nota bevanda tutta italiana.

In Italia la strategia di branded entertainment sembra essere una delle leve del web marketing in maggiore espansione. Ovviamente non è così nuova per gli addetti ai lavori; negli Stati Uniti questa tipologia di brand strategy è stata sviluppata da anni e quindi ampiamente diffusa, dando vita a prodotti web tra i quali The Hire (BMW), Life on board (Volvo), Easy to Assemble (Ikea).
Le web series non sono altro che una forma seriale distribuita attraverso Internet, costituita da singoli episodi molto brevi (webisode), dai contenuti adatti a una fruizione non troppo impegnativa, fugace e veloce. Gli obiettivi di marketing rimangono comunque immutati, e cioè:

  • fidelizzare i propri clienti
  • costruire un brand con un’identità forte
  • rafforzarne il posizionamento.


Tali prodotti audiovisivi sostengono l’opportunità per l’impresa di proporre contenuti con valore informativo e di intrattenimento, al fine di attrarre, coinvolgere e affascinare i consumatori e di sviluppare in loro un maggiore livello di consapevolezza del valore della marca, nonché un crescente senso di identificazione e di attaccamento alla marca stessa (consumer engagement).
E proprio la marca si eleva a vera e propria protagonista del contenuto proposto.
Nel 2005 all’Advertising Financial Management Conference il branded entertainment viene definito dall’esperto Duggan come:
the convergence of the advertising and entertainment industries, where a brand message is integrated within an appropriate context as part of the interaction. Branded entertainment, also known as branded content or advertainment, is an entertainment-based vehicle that is funded by and complementary to a brand’s marketing strategy. The purpose of a branded entertainment program is to give a brand the opportunity to communicate its image to its target audience in an original way, by creating positive links between the brand and the program.

Per le imprese le strategie di branded entertainment offrono la capacità di creare una forte connessione emozionale tra la marca e il consumatore, la possibilità di associare il brand con un contenuto rilevante per il consumatore, l’opportunità di affermare una significativa affinità di marca con uno specifico target group.

Quindi il branded entertainment non è semplicemente la pubblicità di un prodotto; è un riflesso della personalità del marchio pubblicitario, un’integrazione del brand all’interno di contenuti online e di intrattenimento attraverso siti di social networking, blog, videogame online e, in misura crescente, il contenuto user generated.

Le strategie innovative di branded entertainment, oltre che rappresentare un’alternativa all’advertisement tradizionale, non fanno che rafforzare l’identità di marca, fondamentale per la fidelizzazione dei clienti e suscitare non poca curiosità della clientela potenziale.

Il brand entertainment può rappresentare una via per costruire un nuovo rapporto tra impresa e consumatore?

[fonte: marketingarena.it]

giovedì 18 novembre 2010

Facebook non funziona nemmeno oggi

Nuove grane per il sito web più trafficato del mondo: Facebook login non ha funzionato neppure nel pomeriggio di oggi per molti utenti italiani, come lamentato da alcune email giunte in redazione. La risposta del browser, sia Internet Explorer che Firefox o Chrome, era unanime: impossibile connettersi a FB, niente login, insomma, riprova più tardi che è meglio. Stavolta non si è trattato dell'algoritmo rimuovi-profili... Sarà stata una modifica apportata per evitare il diffondersi del noto plugin ruba password FireSheep che sembra diffondersi a macchia d'olio?

Antonia e Nico, come ricevere 20 euro e vincere a Bwin!

Oggi è il giorno delle email-spam in redazione di FB Italia ne arrivano a decine: stavolta, dopo Anna e Marco e le loro foto scandalose, ecco che ci scrive Antonia per Nico offrendo il metodo per avere 20€ senza spendere nulla, insomma, soldi facili. Ovviamente si tratta solo di spam, ecco il testo del messaggio da non clickare assolutamente:

NICOOO COME TI DICEVO IERI

ECCOTI IL LINK PER REGISTRARTI A BWIN E RICEVERE SUBITO 20 EURO SENZA ALCUN DEPOSITO INIZIALE!!

IO LI HO SUBITO PRELEVATI!!! 20 EURO FANNO SEMPRE COMODO!!

MA TU PUOI PIAZZARE LA PRIMA SCOMMESSA E SE TI VA BENE RITIRI IL DOPPIO,SE TI VA MALE NON HAI PERSO NULLA

PER RICEVERE I 20 EURO DI BENVENUTO REGISTRATI DA QUI!

STS FAMMI SAPERE CHE TI GIOCHI...TU SEI PIU ESPERTO IO TI SEGUO A RUOTA!!!

Anna Valeria e Marco, foto pubblicata su sito di incontri

Questa proprio non ve la potete perdere: circola una email-spam che invita gli utenti a fare click su un sito per vedere la foto pubblicata da qualche ignoto su un sito di incontri che ritrae la coppia formata dalla 22enne Anna & Marco (non quelli della canzone, ma altri 2, che però si firma Valeria anche se l'indirizzo dice proprio Anna-88 con tanto di cognome) con un terzo incomodo tale Andrea... Una bella bufala tanto per cambiare, mi raccomando NON FATE CLICK sui link allegati e non aprite l'email con oggetto "Marco guarda cosa ci hanno combinato". Riportiamo il testo integrale dell'email ricevuta.

Ciao Marco

Ti contatto perche dobbiamo risolvere questa situazione al piu presto!!

Qualche basta**0 ha pubblicato su un sito di incontri una nostra foto molto "h**d" e non possiamo permettere che questa foto venga vista da Andrea sarebbe la fine!!

il problema è che il sito non ti permette di salvare la foto ma solo di vederla!!!!!!!

Ecco il link per registrarti velocemente al sito: VAI QUI!

una volta che ti sei registrato ed hai confermato l'email CLICCA QUI per vedere la foto e cerca di capire come rimuoverla al piu presto!!

FAMMI SAPERE SONO NELLE TUE MANI

BACI VALERIA!

mercoledì 17 novembre 2010

Tilt Facebook login negato

Sembra essere stato semplicemente un bug dello staff di ingegneri di Palo Alto il responsabile del non funzionamento nel pomeriggio di oggi di Facebook: login in tilt per quasi 600 milioni di utenti e la notizia ha fatto il giro di siti e blog in pochi minuti. Conferme sono arrivate perfino dai piani alti di FB che hanno dato la colpa non al nuovo servizio di Facebook Messages (l'email con il vostro nome @facebook.com) ma ad un nuovo algoritmo di riconoscimento dei profili falsi (i cosiddetti fake) che imperversano sul network in blu da quando ha iniziato a diffondersi al di fuori dell'università di Mr. Zuckerberg. Sono infatti centinaia di migliaia i contatti con nome e cognome falso, ed il nuovo processo di riconoscimento e blocco automatico degli account deve aver fatto un pò troppo "cilecca": le lamentele sono arrivate perfino alla redazione di Facebook Italia di utenti che si sono visti cancellare senza colpa l'account. Da FB comunque assicurano che basterà contattare i gestori del network (disabled@facebook.com) allegando all'email i propri dati di identità, ossia nome, cognome, data e luogo di nascita ed una foto in modo da verificare che l'account è reale.

martedì 16 novembre 2010

0rgia al Grande Fratello 11 Censurata!

0rgia al GF11 CENSURATA!! Ecco il video che non vogliono farvi vedere! Se non vi è bastato il video del provino shockante visibile solo su Facebook del Grande Fratello 11 e quello di X-Factor che la Rai si è rifiutata di mandare in onda, se avete abboccato al video del ragazzo romano in metro o agli innumerevoli altri link fasulli che nascono su Facebook al ritmo di 1 al secondo, ecco a voi l'ennesimo, ultimo, link-jacking sul social network in blu che si spinge oltre e promette di visionare un filmato a raggi infrarossi (mooolto rossi) il quale, secondo la redazione del GF11 questo video era troppo spinto per essere mandato in onda. Ecco qua il video senza censura alcuna, ovviamente vietatissimo ai minori di 18 anni... Quando siete su Facebook non fate click sul link mi raccomando, non vedrete alcun filmato!

Facebook e truffe di Natale, attenzione

A Natale non c'è solo il boom di regali, pacchetti dono e calendari delle prezzemoline di turno (a proposito, quello di Marika Fruscio lo trovate qui). Il popolo della rete farebbe bene a guardarsi dal boom delle truffe natalizie pronte a rovinargli le feste. La società che si occupa di sicurezza McAfee Labs ha stilato la classifica delle 12 più pericolose in assoluto, eccovela riproposta:

1) iPad in regalo: l'oggetto del desiderio di mezza internet è in cima alle preferenze sia dei consumatori che dei truffatori, pronti in men che non si dica ad offrire iPad gratis o a prezzi stracciati. Occhio quindi a non fornire il numero della carta di credito nè a partecipare a quiz su Facebook che mettono in premio gli iPad se non volete avere brutte sorprese dal vostro nuovo giocattolino con la mela dietro!

2) Sono stato derubato, mi aiuti? è semplice ma sempre efficace: chi negherebbe un aiutino economico a questo o quell'amico? Peccato che poi si dimostri una truffa bella e buona!

3) Buoni regalo gratis: l'offerta è vantaggiosa, soprattutto per i cyber-criminali che puntano senza mezzi termini ai vostri dati personali. Se poi il buono regalo gratis è di Best Buy e vale 1000 dollari per i primi 20.000 che clickano sul like di Facebook, statene più alla larga possibile.

4) Vuoi lavorare sotto Natale? Lauti guadagni, poco sforzo: i lavori remunerativi che richiedono tutte le proprie informazioni (addirittura il numero della previdenza sociale) sono da evitare come la peste, ovviamente

5) SMS-Phishing o Smishing: c'è un problema con un account, basta chiamare il numero indicato per verificare tutte le informazioni relative... Ma ovviamente dall'altra parte c'è un criminale che sfrutta il periodo festivo notoriamente pieno di acquisti online e compere dei generi più disparati per grabbare in men che non si dica i dati dei conti bancari delle ignare vittime.

6) Affittasi casa per Natale o Capodanno 2011 a prezzi stracciati: basta lasciare un piccolo acconto ed il gioco (per loro) è fatto, voi vi ritroverete a passare le festività tra polizia postale, Carabinieri e banche per bloccare la carta di credito.

7) Prestiti a tassi vantaggiosi: statene alla larga, è il nuovo businness rilevato dai McAfee Labs che vede pubblicizzare carte di credito e prestiti di denaro ultra-vantaggiosi pagando una piccola commissione di avvio pratica (la quale, manco a dirlo, non servirà a nulla).

8) Tanti auguri, clicka qui per vedere la cartolina inviata da un tuo amico: inutile dire che si apre un bel virussone.exe, un sito p**n0 o qualche altro malware ruba-identità.

9) Vendita all'asta a prezzi irrisori: siti web che copiano l'interfaccia di Ebay o altri siti per la compravendita di oggetti online per trovare i numeri di carta di credito degli ignari acquirenti

10) Dona 1€ in beneficienza: gli enti di carità e le cause benefiche sono talmente tante che sfido chiunque a resistere... Comunque sarà meglio per voi starne alla lontana!

11) Download sfondi desktop natalizi e cartoline sexy: i link portano al 99% su siti pericolosi, inutile dire di non aprire link arrivati chissà come sulla vostra casella email.

12) WiFi gratis in albergo o all'aeroporto: vi ricordate di FireSheep, il plugin di Mozilla Firefox per entrare negli account di Facebook, Twitter e compagnia bella? Avete mai sentito parlare di WireShark, lo sniffer per eccellenza che funziona sia sotto Windows che Linux? Se foste un ladro di identità online, quale migliore occasione avreste di fare il vostro "lavoro", se così si può chiamare, se non negli hotspot gratuiti di hotel, aeroporti, stazioni e mac donald vari?

Nella speranza che vi siate vagamente spaventati da tali e tanti modi di entrare in possesso dei dati altrui, ecco come difendersi: DIFFIDATE DI TUTTI, è l'unico modo possibile per tenere al sicuro i propri dati sensibili. Nello specifico:

1) Non aprite link contenuti nelle email, mai, nemmeno se provengono da amici e colleghi.

2) Non utilizzate hotspot e WiFi gratuite se non per Googleggiare (neologismo simile all'ormai consueto Cazzeggiare) senza effettuare login a Facebook, a GMail, ad Ebay, al vostro conto bancario e chi più ne ha più ne metta.

3) Controllate bene l'indirizzo sulla barra del browser, controllate che sia quello atteso e non una "variante" magari con qualche errore ortografico oppure con un dominio di secondo livello che non dovrebbe starci.

lunedì 15 novembre 2010

Niente Facebook login in Arabia Saudita

Facebook Login bloccato fino a data imprecisata per gli utenti dell'Arabia Saudita perchè ritenuto blasfemo e lussurioso. L'accesso al social network è stato deciso unilateralmente dall'Authority delle Telecomunicazioni Saudita, cosi come già accaduto in Pakistan e Bangladesh, che hanno ritenuto la piattaforma sociale dominatrice delle classifiche mondiali di accesso come troppo libertina e noncurante della tradizione wahabita. In particolare, si scaglia contro FB perchè sarebbe troppo facile parlare di argomenti vietati come ad esempio il sesso. Tra gli ultimi episodi che hanno scatenato la reazione dell'authority saudita, il tentativo di un blogger che si è proclamato unico dio ed ha scritto ed offeso la religione islamica: ovviamente l'autore di tali blasfemie è stato arrestato (si tratterebbe di un giovane 26enne di Qalkilya).