mercoledì 13 gennaio 2010

Il film Avatar istigherebbe al suicidio, critiche dal web e Facebook

Vero è che Avatar, il capolavoro 3D di James Cameron, ha ormai raggiunto il record di incassi nella storia del cinema mondiale, ma, a dirla tutta, la pellicola inizia a detenere anche un altro record: quello delle critiche.

Le contestazioni provenienti dal Vaticano, sono nulla se si guarda la costellazione gli attacchi giunti dal web su svariati e sempre maggiori punti che sembrano infastidire chi si è apprestato ad andare a vedere la straordinaria pellicola piena zeppa di effetti grafici senza precedenti.

L’ultima grave accusa, sarebbe quella in base alla quale Avatar istigherebbe al suicidio: “Dopo aver visto Avatar ho pensato di suicidarmi”. Così si legge, in molti casi, sul web. E così, ad affiancare le accuse di razzismo, dopo i numerosi tagli, alcuni effettuati dallo stesso regista Cameron, e dopo il polverone legato alle sigarette, il kolossal di tutti i tempi riapre lo spazio alle discussioni.

Nonostante gli applausi alla tecnologia impiegata nel lungometraggio, che ha dato vita ad uno spettacolo tridimensionale mai visto, la Cnn ha sottolineato come, secondo quanto scritto in rete nei vari blog appositamente aperti, ma anche in Twitter, Facebook, forum, una buona fetta di spettatori, al termine della visione di Avatar avresse avuto pensieri suicidi e depressione.

Sullo stesso forum di Avatar, non è passato inosservato un post intitolato ”La depressione causata dal sogno di Pandora”. Il succo del discorso, sarebbe l’impossibilità di vivere all’interno del mondo che Cameron ha minuziosamente creato, una realtà onirica che si differenzia totalmente dalla vita reale quotidiana. Sarebbe quindi il disprezzo della realtà a condurre, chi ha visto il film, a pensare che forse dopo la morte potrebbe esserci un mondo idilliaco come quello rappresentato da Cameron: “Da quando ho visto Avatar sono depresso. Guardando il favoloso mondo di Pandora, ho realizzato che vorrei vivere in un posto così. Ho pensato di uccidermi, magari rinascerò in un luogo simile a quello del film, dove tutto è come in Avatar”.

Secondo alcuni studiosi, anche la tecnologia 3D porta a vivere un’esperienza sensoriale del tutto inedita, che comporta, ovviamente, un maggiore sforzo mentale che può sfociare in un forte mal di testa. Ma c’è anche, dall’altra parte del mondo della scienza, chi sostiene che non ci sia una teoria in merito che confermi i malesseri di varia natura generati dalla visione di un film del genere.

Le polemiche continuano…

[fonte: newnotizie.it]

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