lunedì 31 maggio 2010

Bangladesh, addio login a Facebook: oscurato!

Dopo l'ira del Pakistan, anche le autorità di Dacca si sono scagliate contro il sito in blu. Che è stato bloccato temporaneamente, dopo l'arresto di un uomo colpevole di aver caricato immagini blasfeme di Maometto

Roma - Caricature offensive, ma soprattutto pericolose, un vero e proprio attentato alla pubblica sicurezza. Così l'organo di regolamentazione per le Telecomunicazioni (BTRC) in Bangladesh, che ha recentemente deciso di serrare le porte social di Facebook. Un blocco temporaneo, da sciogliere solo dopo l'avvenuta rimozione di materiale definito oltraggioso, infamante, blasfemo.

Ovvero vignette satiriche, immagini caricaturali in primis del profeta dell'Islam Maometto. Poi, di vari leader nazionali, dal padre della nazione Sheikh Mujibur Rahman al primo ministro in carica Sheikh Hasina, fino ad alcuni capi dell'attuale opposizione. Immagini apparse sul popolare sito in blu, che avrebbero "ferito i sentimenti religiosi della maggioranza musulmana presente in Bangladesh".

Questa la visione del BTRC del paese asiatico, che ha deciso di bloccare l'accesso al social network dopo l'arresto a Dacca del cittadino Mahbub Alam Rodin, reo di aver caricato le immagini incriminate. Un gesto che pare aver scatenato l'ira di una parte della popolazione di fede musulmana, riversatasi per le strade della capitale per protestare e inneggiare contro Facebook.
Una situazione dunque molto simile a quella scatenatasi poche settimane fa in Pakistan, dove le autorità avevano deciso di bloccare prima Facebook e poi altre piattaforme web come YouTube e Flickr. Lucchetti temporanei, che sono stati ora aperti da un tribunale di Lahore: "non è possibile bloccare l'accesso all'informazione", almeno secondo il giudice. Le autorità pakistane potranno oscurare le immagini blasfeme, ma non l'intero sito.

[fonte: punto-informatico.it]

venerdì 28 maggio 2010

Incontri online al buio, 1 su 4 ci va

Lo rivela uno studio condotto da alcuni criminologi sui teenager veneziani e trevigiani. Uno su tre compra farmaci, tra cui il Viagra, o gioca d’azzardo in Internet. Ad un adolescente su quattro è capitato di dare o accettare un appuntamento al buio con uno sconosciuto agganciato in chat

MONASTIER (Treviso) — Ad un adolescente su quattro è capitato di dare o accettare un appuntamento al buio con uno sconosciuto agganciato in chat. Ed un teenager su tre ha acquistato, sempre in Internet, medicinali fra cui il Viagra. I dati choc emergono da un’inchiesta dell’Associazione per la diffusione delle scienze criminologiche e dell’investigazione, condotta fra 800 studenti delle scuole medie e superiori delle province di Treviso e Venezia, presentata ieri a Monastier a margine del seminario sui pericoli online per i minori dall’eloquente titolo «L’orco passeggia sul filo». Il cavo ritratto nel manifesto del convegno promosso dal centro studi psicosociali Calvani è quello di un mouse, annodato intorno ai polsi di due mani giunte, come in un sequestro.

E difatti l’immagine evocata dagli esperti è quella di ragazzi che finiscono, spesso inconsapevolmente, ostaggio di estranei dapprima contattati virtualmente in qualche social network come Facebook o Twitter e poi magari incontrati fisicamente nella vita reale. «L’idea di bruto che tendiamo ad avere in mente - ha spiegato il criminologo Francesco Sidoti, presidente del corso di laurea in scienze dell’investigazione dell’università dell’Aquila - è ancora quella del mostro che se ne sta acquattato in qualche vicolo buio delle nostre città. In verità ora i malintenzionati hanno a disposizione piazze elettroniche ben più ampie e oscure, in cui possono nascondersi dietro l’anonimato o sotto false identità, per sconfinare nella pedopornografia se non addirittura nell’omicidio. In letteratura sono citati serial killer che hanno agito così». Ecco dunque spiegato l’allarme suscitato fra gli stessi esperti per quel 25% del campione che ha risposto di aver invitato o partecipato ad un blind date e per quel 35% degli intervistati che hanno ammesso di aver comprato sul web farmaci fra cui la famosa pastiglietta blu.

I ragazzi interpellati hanno infatti fra 11 e 18 anni. Eppure già a quell’età, nel 40% dei casi almeno una volta hanno acquistato abbigliamento contraffatto e nel 36% hanno giocato d’azzardo, sempre in rete. Nel giro di un anno le segnalazioni di siti pericolosi sono praticamente raddoppiate (da 130 a 259) e pure le ingiurie e le diffamazioni legate a post offensivi sono cresciuti (da 200 a 339). «Di per sé - ha sottolineato Ciro Pellone, dirigente del compartimento regionale - Internet è un ottimo strumento. L’importante è farne un uso responsabile, come avviene per una macchina: bisogna rispettare le regole e sapere che ci sono i controlli. E ricordarsi che, come non si devono accettarne le caramelle, dagli sconosciuti è bene non dare troppa confidenza».

[fonte: corriere.it]

giovedì 27 maggio 2010

Facebook login, notifiche e sicurezza

Mentre, soprattutto negli USA le polemiche riguardanti la privacy su Facebook hanno raggiunto ormai livelli altissimi, il Social Network decide di mettere maggiormente in sicurezza gli Account degli iscritti con una serie di iniziative.

In primis viene aggiunto nei settaggi un sistema di notifica che permette di essere avvisati se l’accesso avviene da dispositivi che non sono comunemente utilizzati dall’utente. L’avviso può essere ricevuto via email o via posta elettronica, anche se in questo momento, perlomeno nella versione italiana, pare essere operativo unicamente l’avviso via email.

In secondo luogo, Facebook ha attivato anche un sistema di controllo preventivo, il quale in presenza di login sospetti, al momento del successivo accesso richiede all’utente una serie di informazioni che permettono al sistema di verificare che colui che sta tentando l’accesso sia l’effettivo proprietario dell’Account.

[fonte: agoravox.it]

lunedì 17 maggio 2010

Facebook Login vs Login Facebook in Italia

Se nella vita reale il buongiorno si vede dal mattino, sul web 2.0 è il motore di ricerca Google a regolare i tempi ed a decretare il successo o l'insuccesso di alcune keyword. E' proprio il caso di Facebook Login (spesso digitato come "login facebook" qui in Italia ma non solo) che gode di un improvvisa impennata di richieste e query da parte di chiunque non voglia digirate sulla barra degli indirizzi del proprio browser facebook.com. Ecco che dall'analisi search insight dello stesso colosso di Mountain View vediamo come i picchi di Facebook Login si facciano tabula rasa rispetto alle altre chiavi sempre per argomento social network ed affini: chiunque, poco prima di uscire di casa, ma anche quando parte per un viaggio, per non parlare al suo ritorno, non vede l'ora di effettuare il consueto login al social network in blu per chattare con i propri amici di Facebook e postare le ultime foto. Spesso ci si informa quando si va in vacanza della disponibilità di reti wireless (le WiFi) accessibili gratuitamente da pensioni, hotel ed alberghi anche a 2 stelle: l'idea è restare il più possibili connessi a FB anche quando siamo al mare in ciabatte e costume da bagno. Anzi, quale migliore occasione per postare le proprie foto in bikini per far "rosicare" i contatti di Facebook che sono dovuti restare in ufficio a lavorare duro? Hehe ;)

giovedì 13 maggio 2010

Login a Facebook e policy sulla privacy

Anche nella redazione del quotidiano più prestigioso del mondo deve albergare qualche matto, e questo matto ha appena scoperto che le policy sulla privacy di Facebook sono più lunghe della Costituzione degli Stati Uniti d’America. Per altri versi, si potrebbe temere che, di questo passo, quelle policy possano divenire una seconda, se non la prima, Costituzione (e di molti altri paesi).

Si tratta di 5.830 parole (per Facebook), contro le ordinarie 4.543 della Costituzione Americana. Ma il punto non è questo. Una sfilza di condizioni di servizio così lunga e complessa, è una maggiore garanzia per gli utenti o un’occasione in più per aggirarne le - già scarne - difese, nei confronti del colosso del social networking? Il vice-presidente di Facebook con delega alle policy, Elliot Schrage, sembra avere una risposta per tutto:

“C’è sempre una soluzione di compromesso fra un controllo totale e maniacale e fornire degli strumenti troppo semplici e scontati. Noi abbiamo provato sempre ad offrire il maggior numero possibile di controlli e di informare il più possibile su di essi”


[fonte: downloadblog.it]

mercoledì 5 maggio 2010

Facebook e il mercato degli account

Ha destato molta preoccupazione in alcuni utenti di Facebook questo Martedì il fatto che un hacker ha rubato il login per i profili di piú di 1,5 milioni di utenti per la vendita sul mercato nero.
I ricercatori dell'azienda specializzata in sicurezza VeriSign iDefense Labs hanno detto di aver trovato questi dati in vendita su un sito russo.
'Kirllos', questo il nome del pirata telematico offriva dati di login per migliaia di utenti di Facebook a prezzi stracciati, a partire da 25 dollari.

I criminali di solito rubano i dati tramite 'phishing', o con inganno per far si che siano gli utenti stessi a dare la loro password o con un software che registra la digitazione via tastiera.
E' bene perciò cambiare spesso la password, non fidarsi di link sospetti, poichè le informazioni personali (comprese le date di nascita, indirizzi e numeri di telefono) possono essere utilizzate dagli hacker per poi commettere una frode di identità o reati telematici sotto falso nome.

lunedì 3 maggio 2010

Facebook login, come accedere a Facebook

facebook_loginTempo fa scrissi un post in merito al panico generato negli utenti facebook da un articolo di Read Write Web che era stato indicizzato da Google tra i primi risultati della ricerca: “Facebook login“. Quest’articolo rivelò al mondo l’esistenza di decine di migliaia di persone che – a tutt’oggi – ignorano il principio più elementare del web, ovvero il www. Questi utenti sono portati a credere che la procedura per accedere alla pagina di facebook preveda un passaggio obbligato su Google. In sostanza, scrivono “facebook login” nella barra di ricerca di Google e poi cliccano sui primi risultati che vengono fuori, convinti che la pagina di destinazione non possa non essere quella di facebook.

Questa pratica – ben lungi dal morire – continua a diffondersi, tanto che le parole “facebook login” sono tra le più ricercate dalla rete, seguite a ruota da facebook a pagamento.

Attenzione, non stiamo parlando di utenti che – per uno strano concetto di comodità – scelgono di passare attraverso Google piuttosto che digitare direttamente l’indirizzo www.facebook.com nella barra di ricerca del browser, ma di persone che – letteralmente – ignorano l’esistenza di questa opzione.

Se qualche articolo – infatti – riesce a guadagnare le prime posizione di Google scalzando le pagine che – effettivamente – conducono a facebook, gli utenti in questione si ritrovano su un sito sconosciuto. Ciononostante, non sono spinti a credere di aver semplicemente sbagliato sito, ma si convincono che facebook abbia cambiato aspetto e cominciano a protestare per la modifica delle impostazioni. Nel caso di Read Write Web, parliamo di un sito che non somiglia neppure lontanamente a facebook. Ha lo sfondo rosso, caratteri e grafica completamente diversi e ci sono articoli tematici.

In poche parole, è un blog. Il fenomeno è diffuso e ben lungi dal decrescere.

Ecco perché abbiamo deciso di avvertire tutti quelli che finiranno – loro malgrado – su quest’articolo ma avrebbero voluto accedere a facebook, che il modo più veloce e sicuro per entrare nel social network è scrivere – nella barra in alto del browser che utilizzare per la navigazione in rete i seguenti caratteri: www.facebook.com.

[fonte: ciaoblog.net]