lunedì 21 giugno 2010

Google Newspass

Rupert Murdoch, editore televisivo e di giornali di fama internazionale (The Wall Street Journal, The Times e The New York Post) alla lunga avrà ragione e, forse, contribuirà alla rinascita di un settore in forte declino, quello dell'editoria.

Google, che spesso è stata accusata dal magnate australiano di far fruttare a proprio vantaggio i contenuti offerti dagli editori di giornali on-line senza però condividerne i guadagni, apre al confronto con il progetto Google Newspass. Tramite Henrique De Castro, vicepresidente di Google per i Global Media, ribadisce la propria volonta nel voler essere «partner degli editori».

La difficile situazione economica in cui le case editrici versano, comprese quelle italiane, per via del motto che "sul web è tutto gratis", potrà risolversi solo se il progetto di Google prenderà forma e se, sulla falsa riga tracciata dai palazzi di Mountain View, ne seguiranno altri simili.

La data di lancio è ancora sconosciuta, ma il servizio Newspass consisterà in un sistema di micropagamenti a beneficio dei siti che offrono informazione, a consumo o su abbonamento.
Il tramite fra gli utenti e le notizie che questi, pagando, vorranno leggere, sarà appunto Google. Una sorta di edicola digitale dove ammirare le "copertine" di riviste e giornali e, dopo un'attenta analisi, acquistare quella o quelle più interessanti.

Un po' come accade già oggi con iTunes, unico canale al momento disponibile per gli utenti Apple di iPhone, iPod e iPad, tramite cui è possibile acquistare musica, libri digitali, serie televisive e via dicendo. A quel punto Google News, collettore virtuale di contenuti prodotti da terzi, inviso a molti editori, smetterà di apportare ai siti editoriali soltato traffico (quasi) sterile, comportando anche introiti tangibili.

Google farà affidamento sui suoi 100 milioni di iscritti. Non va dimenticato infatti che il celebre Motore di ricerca, offre agli utenti anche altri servizi, come la posta elettronica e i video di YouTube. E' sufficiente chiedere a ciascuno di questi il numero della propria carta di credito, per metterli in condizione di acquistare, nella modalità più congeniale, i contenuti che il web offre.

E come Apple filtra e gestisce il servizio iTunes, il colosso di Mountain View si troverà, almeno nelle fasi iniziali, a fare da unico tramite fra i lettori e il mondo dell'informazione on-line. Una sorta di monopolio che potrebbe per alcuni rappresentare un problema.
Newspass consacrerà la politica già adottata da alcuni quotidiani on-line che, agli articoli gratuiti, affiancano altri di approfondimento a pagamento, come il Times di Londra e il Sole 24 Ore in Italia (sezione Premium). A questi, dal 2011, si unirà il The New York Times (Il New York Times online a pagamento dal 2011).

[fonte: pcworld.it]

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