giovedì 26 agosto 2010

Gemma del Sud, infanzia difficile?

Da un po’ di tempo a questa parte, YouTube si sta riempiendo dei video di una ragazza siciliana, il cui vero nome è Francesca Ferrera, che pare essere convinta che attraverso delle performances canore potrà diventare famosa. Si tratta di Gemma del Sud, che ha sul sito ben tre canali. La ragazza ha ottenuto una certa notorietà, peccato, però, che il più delle volte sia presa in giro e sbeffeggiata dagli altri utenti.

Se in un primo momento Gemma del Sud si cimentava nell’interpretazione di alcune celebri canzoni, in un secondo momento i suoi video sono cambiati: la ragazza pare mettersi in ridicolo da sola, con delle performances sui generis (ricordiamo quella dell’acqua in testa, palesemente senza senso).

Di recente, poi, hanno cominciato a circolare sul web delle informazioni davvero inquietanti sul conto di Gemma del Sud. Stando a quanto si apprende da alcuni forum o dal famoso social network Facebook, Francesca Ferrera avrebbe avuto un’infanzia molto difficile: dopo la separazione dei genitori la ragazza fu affidata alla madre; a causa di continui maltrattamenti, la ragazza sarebbe andata a vivere, poi, dal padre, ma anche quest’ultimo, assieme alla sua nuova compagna, avrebbe rovinato l’infanzia dell’aspirante cantante. Il colpo di grazia alla sua felicità, poi, l’ha dato un uomo di 32 anni, che l’avrebbe attirata a sé con la promessa di un figlio: all’epoca Gemma del Sud avrebbe avuto solo 17 anni. Così la ragazza ha fatto le valigie ed è andata a vivere con quest’uomo in Veneto. In realtà, però, pare che il suo compagno la sfrutti solamente: facendo leva sull’ingenuità della ragazza (della quale, prima del fenomeno Gemma del Sud, sono state rintracciate sui vari forum parecchie domande piuttosto banali, denotanti la sua semplicità), l’uomo la terrebbe stretta a sé. Tra l’altro, a giudicare da quello che si intravede dai video che vengono pubblicati su Youtube, la ragazza vive in una situazione di degrado: buttate sul letto, affianco a lei, robe sparse dappertutto, bibite, carta igienica e addirittura lo scatolo dei prodotti Durex.

Che sia costretta dal suo ragazzo a mettersi in ridicolo con i suoi video? E’ una domanda lecita, dal momento che negli ultimi video la ragazza appare piuttosto spenta e triste, come se ciò che dice e fa fosse una forzatura.

Francesca Ferrera pare proprio in seria difficoltà: forse si rifugia addirittura in un mondo immaginario, pur di sfuggire alla realtà che la circonda. A fine giugno, infatti, ha raccontato in uno dei suoi video di aver trovato una ragazza identica a sé, avente persino lo stesso cognome: una sua gemella. E ha voluto dimostrarlo ai suoi “seguaci” del web attraverso dei video che sfruttano l’effetto a specchio: “ecco la mia gemella”. Insomma, un’altra bufala.

Ebbene, è evidente che la ragazza ha non pochi problemi. Da quando, poi, è andata a vivere col compagno, ha rinunciato alle sedute dallo psicologo.
Senza dubbio, sorge spontanea la domanda: che non sia anche questa della vita difficile tutta una montatura? Certo, non lo si può sapere; fatto sta che su internet circola un appello: “avrete capito chiaramente che ha problemi e noi cittadini ci siamo impegnati a diffondere questo messaggio ed a raccogliere più firme possibili, e quindi qui vi chiediamo che vengano presi provvedimenti, che si riesca a trovare questa ragazza, che venga aiutata a ricostruirsi una vita “sociale”, cosa che lei ormai non ha più, e siccome noi, cittadini, non siamo in grado di poterla aiutare chiediamo gentilmente che vengano avvertite le autorità competenti, e che venga salvata la vita di questa ragazza.”

Chissà qual è la verità…

[fonte: newnotizie.it]

mercoledì 18 agosto 2010

Il social network per bambini e ragazzi under 18 si chiama Habbo

Habbo: il nuovo Facebook per teens

È il social network del momento: ha 172 milioni di utenti, tutti adolescenti under 18, un target che interessa tantissime aziende. Non permette un'esperienza di blog ma fornisce un avatar da personalizzare a piacere. Storia, caratteristiche e dubbi di un sito che farà molto discutere

L'ultima mania della rete si chiama Habbo: è un social network nato dieci anni fa in Finlandia, proprietà del gruppo Sulake Corporation. È tradotto in 11 lingue e raccoglie un numero impressionante di utenti, di 172 milioni, provenienti da 150 paesi. La grafica è accattivante, colorata e molto pop. Lo scopo di Habbo, con le sue proposte in fatto di bar, cinema, biblioteche e negozi (tanti negozi), è favorire la conversazione tra persone lontane. Ma la cosa che caratterizza di più questa piattaforma è l'età del suo pubblico: adolescenti dai 13 ai 18 anni. A questi teenager Habbo permette di creare un avatar da abbigliare, pettinare e accessoriare ad hoc. Stesso discorso per la versione virtuale della propria camera, da arredare e abbellirre secondo il proprio gusto.
Va da sé che attraverso questo sito si possono captare tendenze e preferenze dei teenager di mezzo mondo. Habbo, poi, incoraggia l'acquisto di accessori attraverso crediti e promuove prodotti ed eventi reali vendendo i propri spazi a investitori pubblicitari.

Oltre al target adolescenziale, però, Habbo differisce dagli altri social network perché non permette di postare foto o scrivere commenti (bloggare, insomma), cosa che rende molto difficile identificare realmente l'utente. La domanda che sorge spontanea, quindi, è come verificare l'età effettiva di chi naviga in questo sito. Anche se bisogna avere almeno 13 anni per iscriversi, risulta impossibile sapere se dietro un ID Habbo si possano nascondere rgazzi con meno di 13 anni o adulti con cattive intenzioni. A questo riguardo, va ricordato che Habbo, come Facebook, ha previsto uno speciale tasto per segnalare molestie online, con avvertimenti che consigliano di non rivelare informazioni personali o di non incontrare, nella vita reale, altri utenti senza aver consultato un adulto. Pena l'eslusione dal network.
Le potenzialità del sito sono enormi: il suo bacino d'utenza, infatti, è un tesoro reale, più che virtuale, per ogni azienda alla ricerca di dati e statistiche sulle tendenze del pubblico giovane. Ma i dubbi che fa emergere riportano in luce la scottante questione dei minorenni in rete. Una realtà che chiede ai social network e alle istituzioni nuove forme di tutela e di salvaguardia.

[fonte: repubblica.it]

mercoledì 11 agosto 2010

Chi è Paul Ceglia, l'uomo che reclama l'84% di Facebook

Svelata l'identità del misterioso uomo che reclama la proprietà dell’84% di Facebook. Furbo o vittima? Non sappiamo, ma ecco il suo "profilo" per farti un'idea...

Il mio tesssoro – Chiunque bazzichi su Facebook, e siamo in molti, sa che un giorno, un emerito sconosciuto – un tal Paul Ceglia – è saltato fuori dal nulla reclamando di possedere l'84% del celebre social network in virtù di un contratto firmato nell'aprile 2003 per la realizzazione di un sito di nome “The Face Book”. Il compenso pattuito era di 1.000 dollari, ma Ceglia avrebbe dovuto ricevere diritti sul 50% del sito, più un ulteriore 1% al giorno per ogni giorno di ritardo sul lancio: Facebook è andato online il 4 febbraio 2004, quindi facendo due conti, Ceglia reclama l'84% della società. Così, un giorno si sveglia, e lo scorso 30 giugno intenta causa presso un tribunale dello stato di New York contro Zuckerberg ma la questione è stata nel frattempo demandata a una corte federale. Facebook dice che la fotocopia del contratto è un falso, mentre l’avvocato di Ceglia, Paul Argentieri, conferma che l’originale è in un posto sicuro.

Lavori occasionali – Ma chi è questo Paul Ceglia? Il presunto proprietario di Facebook dice di dover ringraziare i poliziotti per aver ritrovato questo vecchio contratto “milionario”. Proprietario di un’azienda che si occupava di pellet per stufe, fu accusato di non pagare i suoi clienti, così iniziò a scartabellare tra vecchi documenti per trovare le risorse necessarie per saldare i debiti. Saltò fuori il contratto firmato nel 2003 per la realizzazione del sito di Facebook. La vita lavorativa di Paul Ceglia, prima di questo ritrovamento fortuito, era stata piuttosto movimentata. Ceglia nasce a Wellsville, nello stato di New York, e sappiamo tutti che nel 2003 realizzava siti. Per un certo periodo della sua vita, però, però ha anche insegnato in una scuola alternativa a Taos, ha aperto una gelateria nei pressi della grande mela, ha fatto l’agente immobiliare costruendo e ristrutturando case a Wellsville e alle Bahamas, ha contribuito ad avviare un cimitero ecologico a Ithaca (New York), ed era un membro fondatore del Partito dei Verdi locale. Ecologista convinto, Ceglia attualmente vive con la moglie Iasia e due figli piccoli in una casetta di legno non verniciato vicino a Buffalo.

Colpo di scena - Paul però non è l'unico a reclamare una fetta di Facebook. Pare che anche Andrew Logan, fondatore e amministratore delegato di StreetDelivery voglia partecipare alla “spartizione”. Paul lavorò per StreetDelivery - una società che fa foto sugli incidenti automobilistici per le assicurazioni - ai tempi del contratto con Facebook e Andrew sostiene che lo stesso contratto che lega Paul a Facebook, lega Andrew a Paul. Quindi, sarebbe Andrew, in qualità di ex capo di Paul a essere il vero proprietario di Facebook! Se eravate negli States in quel periodo fatevi avanti anche voi!

[fonte: jacktech.it]