mercoledì 29 settembre 2010

Logo Google Doodle dedicato a Berlusconi

Oggi è il compleanno di Silvio Berlusconi e Google, per fare gli auguri al nostro premier, gli dedica il logo (Doodle) accessibile su www.google.it. La notizia, manco a dirlo, ha fatto il giro del web in un nanosecondo, ma è solo una divertente bufala di un blogger che è riuscito a mandare giù il proprio sito per i troppi accessi contemporanei. Se volete farvi due risate, ecco qui al lato il risultato della homepage finta dedicata a Berlusconi. Davvero carina!!!

martedì 28 settembre 2010

Microsoft migra Live Spaces su WordPress

Di fronte alla richiesta di nuovi strumenti e aggiornamenti Microsoft prende una decisione drastica: migrare tutto verso WordPress.

Mossa a sorpresa di Microsoft che ha annunciato l'intenzione di mandare in pensione la sua piattaforma di blogging Windows Live Spaces, ormai obsoleta, preferendole WordPress.

Di fatto, di fronte alle richieste degli utenti, desiderosi di nuove funzionalità, Microsoft ha deciso di affidarsi a un'altra piattaforma ampiamente riconosciuta. Per questo motivo, negli ultimi mesi i team di Microsoft e Worpress hanno collaborato per sviluppare una modalità semplice e trasparente di migrazione di contenuti, commenti, immagini, filmati da Windows Live a WordPress.

Una scelta del resto già sperimentata con l'abbandono di Soapbox all'interno di Windows Live Movie Maker, a favore di Facebook o YouTube, oppure con Windows Live Photo Gallery, dove il posting delle immagini può avvenire sì su Windows Live, ma anche verso Facebook e Flickr.

Le prime opzioni per la migrazione dei blog sono immediatamente attive, mentre WordPress sarà l'opzione di default al momento del lancio dell'aggiornamento di Windows Live Writer, nel corso dell'autunno.

[fonte: 01net.it]

venerdì 24 settembre 2010

Ragazza suicidata: bufala a pagamento su Facebook!

Qualche giorno fa vi abbiamo illustrato l’ultima frontiera dello spam/phishing su Facebook, ovvero quella di introdurre link che possano solleticare la curiosità dell’utente, tanto da spingerlo a compiere una serie di passaggi che lo porteranno – inevitabilmente – su siti a pagamento. È quello che è accaduto nel caso di Provino X Factor censurato dalla RAI e che sta accedendo in queste ore con un nuovo link, ma questa volta di troviamo di fronte a qualcosa che non solo è falso, non solo è una truffa bella e buona, ma è anche di pessimo gusto.

Stiamo parlando del link che gira su Facebook in queste ore dal titolo Questa ragazza si è suicidata dopo che suo padre ha pubblicato questo sulla bacheca. Il meccanismo è sempre lo stesso: cliccate sul link da Facebook, venite indirizzati su una pagina esterna che ricorda FB ma non lo è, vi si chiede di cliccare su “Mi piace” – o “Verifica”, come in questo caso, tanto per confondere le acque – e poi su “Condividi”. A questo punto si apre un pop up di “sicurezza” che chiede di verificare la vostra identità prima di proseguire, e vi invita a cliccare “qui”. Se seguite tutti i passaggi descritti – in men che non si dica – vi troverete iscritti ad un servizio che vi invia suonerie per cellulare alla modica cifra di 4 euro al mese, ma – naturalmente – vi sconsigliamo caldamente di farlo.

Questa ragazza si è suicidata – così come molti altri link – non sono altro che Facebook bufale e bisogna evitare quanto più possibile di diffonderle, altrimenti chi non è molto esperto di social network e – in generale – bambini ed adolescenti possono facilmente cadere nella rete, e finire per regalare un bel po’ di soldi a questi cyber-criminali da strapazzo.

[fonte: ciaoblog.net]

giovedì 23 settembre 2010

Google Street View, guai per sniffing dati personali

Il Garante della privacy ha comunicato di aver trasmesso all’Autorità Giudiziaria gli atti relativi alla vicenda che vede coinvolta Google ed in particolare il servizio Street View, reo di aver raccolto negli ultimi due anni, per mezzo delle Google Car, parti di comunicazioni private attraverso reti wi-fi non protette.

A rendere nota la questione fu proprio Google che ammise l’errore qualche mese fa, conservando nel frattempo i dati raccolti nei vari Paesi sui propri server in attesa di disposizioni da parte delle Autorità.

Il problema era che le auto speciali utilizzate da Google per mappare il territorio, avevano a bordo attrezzature tali da intercettare ed archiviare i dati provenienti da reti non protette, pratica che è andata avanti per parecchi mesi in molti Paesi europei tra cui Germania, Francia e Spagna.

Il Garante ritiene che la raccolta dei dati sia avvenuta in modo sistematico e che le informazioni così raccolte possano essere tali da poter risalire all’utente da cui sono stati trasmessi. Per questo, potrebbe ravvisarsi anche il reato che punisce le intercettazioni fraudolente, ecco perchè dell’inchiesta è stata interessata anche l’Autorità Giudiziaria.

Google si è detta pronta a collaborare al fine di addivenire alla risoluzione del caso, nel frattempo i dati raccolti sono conservati sui propri server, in attesa di disposizioni.

[fonte: pctuner.net]

martedì 21 settembre 2010

Mauro Marin: mai detto "andate a lavorare"

Mauro Marin, il vincitore del Grande Fratello 10, dopo essere stato accusato dal movimento “centopercentoanimalisti” di aver gridato loro “Andate a Lavorare” durante un diverbio avuto sabato scorso a Castelfranco Veneto all’ingresso del Circo di Moira Orfei, si difende attraverso i microfoni di Alex Achille in Radiochat.it.

“Le mie parole sono state travisate. Non ho mai detto agli animalisti di andare a lavorare. Ho semplicemente detto al gruppo di manifestanti di lasciate lavorare in pace i circensi che vivono di questo lavoro”.
Mauro sembra essere davvero amareggiato per l’accaduto e prosegue: “Sono stato invitato dalla mia amica Wanda, ex trapezista della famiglia Orfei a visitare il circo per conoscere di persona Moira, una grande professionista dello spettacolo che stimo tantissimo. Quando sono arrivato davanti al tendone del circo, passando davanti al gruppo di animalisti, sono stato aggredito verbalmente da alcuni di loro con parole pesanti. Mi hanno dato del “Pappone” perché alla guida di una macchina appariscente, una Opel che tengo a precisare mi è stata data in comodato d’uso. Trovandomi in quella situazione, ho preso le difese della famiglia Orfei che mi ospitava per l’occasione ed ho risposto ad alcuni manifestanti che fare il Circo è un lavoro come un altro e che, quindi, avrebbero dovuto lasciare lavorare in pace i circensi, ma probabilmente le mie parole non sono state comprese”. Marin rivolgendosi ad Alex Achille e a Luigi Palma, aggiunge: “Io amo gli animali ed ho visto di persona che nel circo della famiglia Orfei, vengono trattati con rispetto. Ho visto personalmente dar da mangiare alle tigri un quarto di bue di ottima qualità; Me ne intendo perché sono anche un macellaio”.
A conferma delle parole di Mauro, è intervenuto a Radiochat.it anche Stefano Nones, figlio di Moira Orfei, in convalescenza dopo un problema alla spalla che ha aggiunto: “Alex Achille mi conosce, ho rispetto per gli animalisti, ma spesso manifestano senza rendersi conto della realtà. Nel mio circo, gli animali vengono trattati con amore e rispetto. Invito qualsiasi gruppo di amanti degli animali a verificare lo stato delle cose. Spesso il nostro Circo, è stato danneggiato da gruppi di animalisti che hanno tagliato i tendoni, lasciato scritte con bombolette di vernice e ci hanno riempito di insulti all’ingresso dei nostri spettacoli. Non nascondo che in Europa, possono esserci circensi che non rispettano gli animali ma non è il nostro caso. Invito ufficialmente qualsiasi gruppo animalista a visitare il nostro circo per verificare lo stato di salute e la qualità della vita dei nostri animali”.

[fonte: formatradio.it]

lunedì 20 settembre 2010

Non solo Facebook login: ecco le alternative...

L’espansione dei social network è impressionante e cresce in modo costante, è frequentato infatti da milioni e milioni di internauti. Spesso inoltre, non si è iscritti ad un unico social network, bensì a due, a tre o anche di più. Facebook, Netlog o ancora Myspace, sono semplicemente alcune delle tante possibilità. Cerchiamo dunque di capire quali in Italia sono quelli più frequentati e se negli altri paesi i trend sono simili o differenti.

Ciò che possiamo dire di sicuro, è che i social network, stanno diventando un mezzo di comunicazione sempre più importante e utile per socializzare con i propri coetanei e attirano così tanti utenti che sono tra i link di internet più visitati. La classifica internazionale dei siti più cliccati sul web e redatta da Alexa (il sito è: www.alexa.com), se ne deduce che i social network occupano non pochi gradini di rilievo e numerosi posizionamenti nella parte alta della graduatoria. Ovviamente in ogni paese, in base alla quantità di iscritti e alla diffusione, un social network è più apprezzato e quindi frequentato rispetto agli altri.

In Italia Facebook, si posiziona al secondo posto nella classifica dei siti italiani più visitati ed occupa la stessa posizione anche a livello globale. Subito dopo vi è Twitter che occupa il ventiquattresimo posto della classifica nazionale, un social network che fornisce agli utenti una pagina personale aggiornandola tramite messaggi di testo con una lunghezza massima di centoquaranta caratteri. Troviamo poi Linkedln al trentasettesimo posto dedicato al mondo del lavoro e Myspace al quarantreesimo con una predilizione per la musica; al quarantaquattresimo posto si posiziona Badoo e all’ottantacinquesimo Netlog, diffusi entrambi in Europa e che permettono di effettuare ricerche in modo da visualizzare gli utenti registrati appartenenti a una determinata zona geografica. Andando però nello specifico di alcuni paesi, possiamo dire che se in Spagna il primo è sempre Facebook, il secondo è un luogo virtuale a noi sconosciuto, si tratta di Tuenti, un social network che ha la particolarità di consentire l’iscrizione solo a chi è stato invitato da un utente già registrato. Anche in Francia trionfa Facebook, ma proprio come in Spagna, al secondo posto si posiziona un sito qui da noi davvero poco sentito, Skyrock. Anche nelle classifiche dei social network di Uk e USA troviamo sempre Facebook al top, ma non è per tutti i Paesi così: in Brasile per esempio compare Orkut, che prevede al suo interno la presenza di community di gruppi di utenti che condividono uno stesso interesse, una lingua o nazionalità.

[fonte: iovalgo.com]

venerdì 17 settembre 2010

Miss Padania annullata

Contestata "Miss Padania" su Facebook, annullata la kermesse in Liguria

Miss Padania annullata: la selezione ligure del concorso è stata contestata su Facebook da un gruppo intitolato “Boicotta Miss Padania, eleggi Miss realtà”, tanto che la Lega Nord ligure ha annullato la kermesse. Dal popolare network era partito l’appello a «far sfilare vicino al locale della selezione miss Precaria, miss Cassa integrazione, miss Senza casa e infine miss Trans». Il Carroccio ha inviato un durissimo comunicato: "Siamo veramente stufi - si legge nella nota - che non si possano organizzare democratiche manifestazioni senza che vi siano contromanifestazioni tese a impedire la libera espressione delle idee, organizzate da veri professionisti della provocazione e della violenza, coperti dalle istituzioni locali che regalano loro sedi e prebende. Prendiamo atto che ormai a Genova siamo sotto una dittatura dei centri sociali che si comportano da veri squadristi rossi", scrive la Lega.

[fonte: cittadigenova.com]

mercoledì 15 settembre 2010

Preparatevi per Google ME

Tra qualche settimana la ricerca, i video e le mappe di Google acquisteranno un qualche tipo di aspetto da social network. Non si conoscono dettagli in merito, ma sappiamo solo che Google non vuole competere direttamente con Facebook, ma piuttosto offrire qualcosa in più agli utenti.

Google ha confermato che a partire da quest'autunno i suoi servizi si arricchiranno di un'impronta social. Forse si tratta di quel Google Me di cui abbiamo parlato a più riprese in passato (Google Me è geniale, Facebook solo per bambini), come molti pensano, o forse solo di qualche elemento qui e là.

Google e Facebook, come si fa a stare senza?

Google, per voce dell'Amministratore Delegato Eric Schmidt, ha però fatto sapere che non nascerà un nuovo social network. L'azienda invece aggiungerà una o più funzioni sociali ai servizi che già esistono, a cominciare da Ricerca, Video e Mappe.

Schmidt, che ha parlato alla Google Zeitgeist Conference, spiega che uno dei primi passi sarà convincere l'utente di Facebook login a importare la propria lista di amici in Google, così da combinare i servizi e mantenere i contatti sui server di Mountain View.

"Se ci pensate, e ovvio. Con il vostro permesso, sapere di chi siete amici ci permette di mostrarvi raccomandazioni (e risultati) più precise", ha detto Schmidt. Una ricerca migliore, in ogni ambito, è chiaramente un elemento imprescindibile, ciò che traspare tuttavia è qualcosa di più profondo.

Se nelle nostre ricerche rientrano anche le nostre attività sociali, che cosa può cambiare? I risultati rilevanti, con il tempo, potrebbero non essere mai gli stessi da un utente all'altro, e l'esperienza totalmente personalizzata.

Google Me, un nome che può evocare molti significati.

Cercare un video su YouTube per esempio potrebbe rimandare alle foto su Facebook, aggiornamenti di stato, musica preferita o altri elementi simili. Quindi potrebbe bastare un termine generico come "vacanze", per trovare esattamente quello che cerchiamo, che si tratti del video fatto da un amico al mare, oppure di quello girato da un professionista a un concerto del nostro artista preferito.

Sono mesi ormai che Google non fa che acquistare aziende e start-up legate al mondo del social networking, e quindi non sorprende sapere che l'azienda è pronta a mostrare i primi risultati. Chiaramente non si tratta di una riesumazione di Orkut, ma è chiaro che l'avversario principale è Facebook.

Nemici o alleati?

I due colossi infatti monopolizzano ormai gran parte del traffico online. Facebook però cresce più velocemente, perché i suoi utenti ogni giorno sono più inclini a usare la Rete Sociale per condividere immagini, video e notizie. Questo significa più traffico e pubblicità per Facebook, e meno per Google.

Le potenzialità di GoogleMe sono molto grandi, ma ci sono anche molte variabili. Non sappiamo quanto Facebook sarà disposta a cedere, né se Google riuscirà a convincere gli utenti a "mischiare" i social network. Non ci resta che attendere, per vedere come si svilupperanno le cose.

[fonte: tomshw.it]

mercoledì 8 settembre 2010

Logo Google grigio o a palline?

Che succede al logo di Google? Da 2 giorni gli internauti sono alle prese con un logo (Doodle) bizzarro: prima le palline che vengono allontanate dal puntatore del mouse che diventa quasi una calamita respingente, ora il logo è in grigio chiaro e si colora carattere per carattere man mano che scriviamo la query nei consueti spazi. Da parte di Mountain View così scrivono delle palline a spasso per lo schermo: "L'idea alla base di questo doodle è rappresentare i concetti di velocità, divertimento ed interazione, così come crediamo dovrebbero essere le ricerche effettuate sul nostro motore. Buon divertimento a tutti!". Quindi sono solo 2 innocenti modi per far divertire gli utilizzatori del motore di ricerca più utilizzato del web (è pur vero che Facebook genera più traffico di BigG, ma è sempre Google il sito più visitato in assoluto).

venerdì 3 settembre 2010

Face e Book marchi registrati?

Solo Facebook può usare "faccia" e "libro": Il social network vuole impedire l'uso del suffisso "book" a tutti i siti Web e si prepara a trasformare "Face" in un marchio registrato.

I numeri danno ragione alla raccolta delle facce sia per la quantità degli iscritti sia per il ritorno economico, che l'anno scorso per la prima volta ha premiato i proprietari del più fortunato social network di tutti tempi (almeno per ora) e secondo assoluto in graduatoria tra i siti web.

Nato nell'ormai lontano 2004, Facebook è ormai da tempo maggiorenne, poiché nel mondo virtuale un anno equivale almeno a dieci della vita umana; ed è forse per mantenere la propria leadership in campo economico che va ricercato il motivo della voce grossa che il management ha fatto ultimamente contro un sito che nulla ha a che fare con il campo di utilizzo del social network in generale e di Facebook in particolare.

Il sito web nel mirino, presumibilmente il primo di una serie, ha la (s)ventura di chiamarsi Teachbook ed è una realizzazione di supporto agli insegnanti; riservato a essi, ai loro allievi e ai genitori di questi, per ora non è neppure funzionante in quanto vedrà presumibilmente la luce soltanto l'anno prossimo. L'articolo prosegue sotto.

Date le premesse sarebbe forse preferibile il condizionale, anche se i responsabili di Teachbook fanno spallucce e resisteranno in giudizio; perché affermano giustamente di "non aver mai saputo che la parola "book" e l'intera rete fossero di esclusivo appannaggio di Zuckerberg & Co".

Ma la difesa del marchio non finisce qui: pare infatti che Facebook stia cercando di registrare la parola Face come marchio, sebbene anche in questo caso ci sia già qualcuno che ha annunciato battaglia.

Aaron Greenspan - un ex compagno di Mark Zuckerberg as Harvard, che con il fondatore di Facebook ha già dei conti in sospeso - attualmente gestisce l'applicazione per il pagamento da dispositivi mobili Facecash, e non ha alcuna intenzione di lasciare campo libero al social network.

L'ultima volta che Greenspan e Zuckerberg si sono scontrati la materia del contendere riguardava il contributo che il primo avrebbe dato alla creazione di Facebook, contributo sul quale Zuckerberg avrebbe poi abilmente glissato.

Ora Greenspan potrebbe essere il primo di una lunga serie di soggetti interessati a evitare che una parola di uso comune come Face diventi un marchio registrato; tra questi possibili oppositori spicca il nome di Apple, che recentemente ha lanciato un'applicazione per le videochiamate da iPhone chiamata FaceTime.

D'altra parte il tentativo di far giurisprudenza preventiva è in linea con il principio generale per cui chi picchia per primo ha già metà della ragione; a maggior ragione se il fine recondito della proprietà di Facebook è solo quello di scoraggiare in futuro il possibile impiego indiscriminato della parolina contestata da parte dei soliti furbetti che magari sarebbero pronti a sfruttare le fortune del network.

[fonte: zeusnews.it]

giovedì 2 settembre 2010

Cancellarsi da Facebook, 8 buoni motivi

Ecco perchè dovresti cancellarti da Facebook:

1) Facebook vuole i tuoi dati REALI

Non si è mai visto un servizio che ti obbliga ad inserire il tuo nome e cognome reale (pena la cancellazione dell'account).

2) Zuckerberg, l'uomo senza scrupoli

Fin dalla nascita di Facebook, sono state molte le accuse mosse in merito all'etica di Mark Zuckerberg. Ricordiamo che Zuckerberg è stato accusato di aver rubato l'idea a ConnectU.com. Non vi sembra strano il pagamento di 65milioni di dollari per chiudere il becco al defunto social network?

3) Facebook ha dichiarato guerra alla privacy

Zuckerberg lo scorso gennaio, in difesa dei cambiamenti alle impostazioni della privacy, ha dichiarato: "Le persone hanno ritenuto confortevole non solo condividere informazioni di genere diverso, ma anche in modo più aperto e con più persone".

Di recente ha affermato: "the default is now social"

Essenzialmente, ciò significa che Facebook non solo vuole sapere tutto di te, ma si da il diritto di renderlo disponibile a tutti.

4) Facebook ci sta prendedo per il culo

Mentre Zuckerberg spiega agli sviluppatori come accedere ai vostri dati personali con nuove API (Application Programming Interface), nessuno si preoccupa di informare gli utenti delle possibili implicazioni.

5) Tutto sottobanco...

Uno sviluppatore indipendente di software è stato citato in giudizio per aver eseguito una scansione di tutti i dati erroneamente resi pubblici a seguito di un cambiamento nelle impostazioni della privacy di tutti i profili degli iscritti.

Facebook sa tutto di te ma tu non devi esserne a conoscenza... logico no?

6) Le applicazioni ti spiano

I tuoi dati sono sono accessibili alle applicazioni. Ti fidi dei programmatori delle applicazioni? Sai chi sono? Fai attenzione, è tutto l'ecosistema ad essere pericoloso.

7) Facebook è competente/attendibile?

Tralasciando le questioni etiche...posso fidarmi della competenza tecnica di Facebook?

8) Disiscriversi è un calvario

Ci avete provato?

[fonte: connectu.it]