giovedì 23 dicembre 2010

Skype non funziona nè si collega

Da ieri, mercoledì 22 dicembre 2010, Skype non funziona: un crollo graduale che, piano piano, ha coinvolto sempre più utenti. Improvvisamente il servizio VoIP ha smesso di funzionare correttamente, vedendo gli utenti continuamente disconnessi e poi riconnessi. La permanenza online dura lo spazio di qualche secondo: poi c'è nuovamente la disconnessione. Cosa sta succedendo a Skype? E' questa la domanda ricorrente che da ieri che rimbalza da un social network all'altro, fino all'arrivo di una prima dichiarazione ufficiale da parte dell'azienda stessa: il sistema utilizzato da Skype per interconnettere (via perr-to-peer) è andato in affanno. Ciò è stato dovuto al fatto che numerosi supernodi (per fare un paragone, potremmo semplicisticamente definirli dei "raccordi autostradali" della rete) sono andati offline a causa di un problema presente su alcune versioni del programma, "spezzando" molte comunicazioni e molte interconnessioni tra computer e telefoni. Ciò ha scatenato un effetto domino, coinvolgendo migliaia di utenti e migliaia di comunicazioni in corso. Skype dovrebbe tornare funzionante già nelle prossime ore, stando sempre alle dichiarazioni dello staff che assicura l'alacre lavoro degli ingegneri, impegnati a creare nuovi supernodi. La priorità è ovviamente ristabilire quanto prima le normali conversazioni, mentre per quanto riguarda le videochiamate di gruppo ci vorrà probabilmente del tempo in più.

[fonte: fullpress.it]

Steve Jobs uomo dell'anno 2010 per il Financial Times

Ma quale Mark Zuckerberg: per il Financial Times è Steve Jobs il cofondatore e amministratore delegato della Apple, ad essere l'Uomo dell'Anno 2010. Il suo merito è sotto gli occhi di tutti, ossia aver traghettato una società al collasso, quale era solo una decina di anni or sono, ad una produttrice di oggetti di culto che vanno ben oltre le mode o le caratteristiche tecnico-velocistiche dell'hardware che montano. iPhone 4, iPad o iMac: costosi ma esclusivi, sono gli oggetti tecnologici più desiderati in assoluto, senza dimenticare l'iPod o le varie declinazioni di iBook. E pensare che a Wall Street lo davano per spacciato: una bella rivincita, bravo Steve continua così!!!

mercoledì 22 dicembre 2010

Facebook riconoscimento facciale in arrivo

La tanto attesa funzionalità di Facebook di riconoscimento dei volti è in arrivo: per gli oltre 600 milioni di utenti sparsi ai 4 angoli della Terra, sarà introdotto un algoritmo che permetterà di riconoscere nelle fotografie pubblicate nei profili i volti e suggerirà, in base alla somiglianza con il volto di default, i cosiddetti tag da aggiungere alle foto. C'è da dire che probabilmente il tagging non funzionerà bene come ci si aspetta, per questo motivo e per limitare le polemiche dovute alla solita blanda privacy sul social network Facebook, che Mr. Zuckerberg ha deciso di rendere il riconoscimento dei volti disattivabile tra le impostazioni dell'account utente. Il riconoscimento verrà attivato nei prossimi giorni sulla piattaforma, non ci resta che aspettare per poter verificare il lavoro fatto dagli ingegneri di Palo Alto...

lunedì 20 dicembre 2010

Facebook Login, problemi comuni

Cos'è il "Facebook login"? E cosa fare nel caso non funzioni? Visto che, spesso, si danno per scontate nozioni che non lo sono affatto e che l'utente medio è di solito digiuno da tecnicismi e raffinatezze da web developer, possiamo per sommi capi dire che il Facebook login, altro non è che l'accoppiata email - password con la quale vengono concesse le credenziali per accedere al social network di Mark Zuckerberg.
Ma, per quanto semplice possa essere verificare l'identità di un utente, non sono affatto tutte rose e fiori: recenti problemi dei server hanno fatto si che, anche immettendo negli appositi campi i dati corretti, il login fosse impossibile. In questi rari casi, bisogna solo portare pazienza ed aspettare che tutto torni apposto, altrimenti è possibile che abbiate:

1) dimenticato la vostra password di accesso: basterà richiedere all'indirizzo it-it.facebook.com/reset.php il reset della password che sarà inviata di nuovo per email

2) un account bloccato da Facebook per la violazione di un qualche articolo del suo statuto. In questo caso, dovrete scrivere una email all'indirizzo disabled@facebook.com sperando che venga "evasa" in tempi ragionevoli.

3) un account violato, con password hackerata da qualcuno che, una volta indovinata la pass di accesso, vi ha cambiato le carte in tavola. In questo caso dovrete scrivere ad abuse@facebook.com ed incrociare le dita

4) un altro problema non elencato qui, dovrete per forza di cose recarvi al centro assistenza e provare a sistemare la cosa da voi. L'indirizzo della pagina del centro per l'Italia è it-it.facebook.com/help/?topic=login... Anche in questo caso, vale l'incrociata di dita più di ogni altro fattore esterno.

Nella speranza che queste informazioni possano esservi state utili, le redazioni di FB Login e Facebook Italia colgono di nuovo l'occasione per augurarvi un Buon Natale 2010!

venerdì 17 dicembre 2010

Facebook, adolescenti a rischio malattie e incauti

La SIGO, Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, ha recentemente mostrato i risultati di uno studio che mette in evidenza, da parte degli adolescenti che fanno uso intensivo del social network Facebook, la minore attenzione verso le precauzioni durante i rapporti nonchè l'alimentazione di falsi miti riguardanti proprio la sfera sessuale. Secondo il rapporto, cosa ben più grave, circa il 14% dei ragazzi si guadagna "da vivere" inviando foto intime in cambio di ricariche telefoniche o pagamenti PayPal/PostePay e non ha il benchè minimo timore ad avere incontri con persone conosciute sul web, Facebook e Badoo in particolare, col quale dichiara (il 22%) di avere avuto relazioni. Se a ciò si aggiunge che un buon 40% guarda e/o scambia video e foto fatte anche col proprio cellulare, ci rendiamo conto di come la situazione stia diventando davvero grave, dato che il 70% dei ragazzi ha un proprio profilo personale ed effetta il login su Facebook.

mercoledì 15 dicembre 2010

Facebook Top Status Trends 2010, le parole più usate negli status di FB

Fine anno, tempo di classifiche: si spazia da Google Search con Zeitgeist a Yahoo!, passando ovviamente per Twitter e Facebook. Il popolare social network creato da Mark Zuckerberg ha reso pubblica attraverso il suo Facebook blog (quello ufficiale) la cosiddetta Top Status Trends relativa all'anno che sta per chiudersi. Il risultato è che, a dispetto delle previsioni, la classifica delle parole è dominata dall'inattesa HMU (che sta per "Hurt Me Up" o "Hit Me Up", ossia "Chiamami") cresciuta a dismisura dallo scorso 2009, quando gli status contenenti hmu si contavano in poche migliaia, fino a pochi mesi fa quando già aveva raggiunto la soglia dei 100.000 status al giorno (!!!). Gli altri termini eccoli qui nella classifica ufficiale di Facebook Top Status Trends 2010:
  1. HMU (hurt/hit me up)
  2. World Cup (l'evento sportivo per eccellenza di questo 2010)
  3. Movies
  4. iPad & iPhone 4 (il regalo tecnologico più desiderato in assoluto)
  5. Haiti (il disastro del 12 gennaio ha lasciato un segno indelebile)
  6. Justin Bieber (si, sempre lui, l'idolo delle ragazzine di mezzo mondo)
  7. Games on Facebook (i giochi per Facebook, soprattutto per ragazze, hanno fatto un vero boom)
  8. Mineros/Miners (la vicenda dei 33 minatori cileni che ha tenuto col fiato sospeso ben più di una nazione)
  9. Airplanes (qui ci si riferisce agli aeroplani in generale e alla canzone-hit in minor misura)
  10. 2011 (l'anno che verrà)
Anche per questa classifica di Facebook è tutto, au revoir!

sabato 11 dicembre 2010

In Italia solo Facebook, Badoo e Twitter

Gli italiani amano stare online e fare conquiste: è quanto emerge dall'ultima ricerca della DigitalPR, che ha descritto uno stivale dedito al social networking molto più di come si immaginava. In particolare, Facebook, sembra essere il padrone incontrastato delle giornate dei navigatori dall'alto dei suoi 600 milioni di login, mentre al secondo posto in Italia troviamo Badoo, il network con sede a Londra ma di stampo russo tutto volto alla ricerca dell'anima gemella online. Sul terzo gradino del podio finalmente troviamo in netta crescita Twitter, il social dei 140 caratteri per ogni status (o cinguettio) che viene pubblicato: a pensare che in America spopola quasi quanto Facebook ed è il preferito dalla stragrande maggioranza delle stelle di Hollywood. Ecco la classifica dei social più usati paese per paese:

  • Stati Uniti d'America: Facebook, MySpace, Twitter
  • Regno Unito: Facebook, Twitter, LinkedIn
  • Spagna: Facebook, Tuenti, Badoo
  • Italia: Facebook, Badoo, Twitter
  • Germania: Facebook, Xing, Twitter
  • Francia: Facebook, SkyRock, Twitter
  • Australia: Facebook, Twitter, LinkedIn
  • Canada: Facebook, Twitter, LinkedIn

venerdì 10 dicembre 2010

Ultimo album di Michael Jackson su Play.me e Facebook

Esce l’album postumo di Michael Jackon dal titolo “Michael”, che conterrà 10 brani prodotti dal re del pop insieme ad un ristretto gruppo di collaboratori. Le tracce comprese nel cd sono quelle a cui il cantante stava lavorando recentemente prima della morte, insieme ad altri brani composti precedentemente. Il cd è stato anticipato dal singolo già in rotazione video e radio “Hold my hand”, realizzato in duetto con il rapper senegalese Akon. Il cantante scomparso nel 2009 aveva chiesto espressamente che la traccia fosse la prima ad essere estratta dall’album.

Tra le canzoni contenute anche altri duetti, come “Monster” in cui collabora 50 Cent e “(I can’t make) Another day” con Lenny Kravitz. La copertina invece è stata creata nel 2009 dall’artista Kadir Nelson. Il dipinto ad olio raffigura il cantante, alcuni momenti chiave e alcune persone importanti della sua vita. Inoltre a partire da mezzanotte del 10 dicembre e allo scoccare di ogni ora Play.me (sul Digitale Terrestre free al canale 68, in simultanea streaming su www.playme.tv e facebook.com/playmetv) trasmetterà, in esclusiva e in anteprima fino a domenica, il nuovo video di Michael Jackson “Hold My Hand” girato dal regista Mark Pellington. Il video racconta la canzone attraverso un montaggio di immagini di Michael ed Akon, oltre a persone che rappresentano l’eredità del Re del Pop.

«Il video è un tributo a tutto ciò che Michael rappresenta: la vita, in tutti i suoi stadi, l’amore ed il suo potere, un video di memorie, guarigione e gioia», ha detto il regista Mark Pellington.

[fonte: lastampa.it]

Le parole più cercate su Google 2010

I termini più cercati dagli italiani in rete nel 2010 sono "Facebook" e "YouTube".
A rivelarlo è Google con la sua classifica "Zeitgeist" riguardante le parole rivelatrici dello "spirito dei venti".
Nella graduatoria sono presenti inoltre i vocaboli che si riferiscono alle celebrità, ai tormentoni e agli eventi che hanno caratterizzato il 2010: si va da "waka waka" a "bunga bunga", passando per Lady Gaga, Justin Bieber, Belen Rodriguez e Sarah Scazzi, senza dimenticare alcuni celebri personaggi scomparsi come Sandra Mondaini e Pietro Taricone.
Gli italiani si sono dimostrati attenti anche ai temi socio-economici (la manovra finanziaria è posizionata nella parte alta della classifica) e alle ricette culinarie, con in testa i "cazzilli palermitani".
Per quanto riguarda i termini più cercati dai dispositivi mobili al primo posto troviamo la classifica del campionato di calcio di serie A, seguita da "iPad", "iPhone4" e "Ovi".

[fonte: bitcity.it]

mercoledì 8 dicembre 2010

Yahoo sfida Facebook e non Google

Desta davvero curiosità l’ultima dichiarazione, riportata dall’agenzia Bloomberg, da parte dell’amministratore delegato di Yahoo!, Carol Bartz: “Il nostro maggiore competitor è Facebook più di Google”. Il rivale più temuto dai vertici di Yahoo! Sarebbe a questo punto il sito in blu di Mark Zuckerberg e non il colosso di Mountain View, leader mondiale tra i motori di ricerca. I dati d’altronde parlano chiaro: Facebook, oltre ad essere il social network più conosciuto al mondo, ha visto incrementare in pochissimo tempo il numero dei suoi utenti che ha superato i 500 milioni. Il valore della società, in base alla stima di SharePost, ammonta a ben 40 miliardi di $. Secondo altre stime, il valore stimato del sito in blu sarebbe addirittura di 50 miliardi di dollari e se si ragiona in ottica di medio periodo con il sempre più probabile approdo in borsa (forse ad inizio 2012) del social network più amato al mondo, si può capire perché Yahoo! , cha una capitalizzazione di mercato di 22,1 miliardi di dollari, tema come rivale più Facebook che BigG.

[fonte: geekit.it]

martedì 7 dicembre 2010

WikiLeaks, l'ombra della censura per zittire Assange

Non ci si fa troppo caso, ma la reazione statunitense all'ultima uscita di Wikileaks è uno scandalo nello scandalo. Se c'è un reato che gli Stati Uniti possono perseguire è la sottrazione dei file e se c'è un colpevole che possono cercare di punire è colui che ha copiato i dati e li ha inviati a Wikileaks. Su Wikileaks, Assange e quanto altro, gli Stati Uniti non hanno giurisdizione e perseguire Assange ha solo il sapore di una vendetta o di un'intimidazione a futura memoria.

Tanto più che imprigionare Assange non servirà certo a ridurre al silenzio Wikileaks. Peggio, fare pressione su giganti come Amazon, Paypal, Everydns e gli altri big di internet perché rifiutino i loro servizi a Wikileaks è una reazione davvero degna dello stereotipo della censura cinese. Pietose le scuse adottate da queste aziende, che si sono nascoste dietro "Terms of service" e quindi rifiutandosi di collaborare a un'impresa "illegale". Ci sarebbe da chiedersi illegale per chi, visto che la divulgazione dei segreti statunitensi è un reato solo negli Stati Uniti, mentre in quasi tutto il resto del mondo è sacrosanto diritto giornalistico diffondere informazioni del genere, indubbiamente d'interesse pubblico. Non si capisce poi perché adesso Wikileaks diventi un'organizzazione criminale, mentre quando ha diffuso le prove di crimini di guerra americani in Iraq non è successo niente del genere. Non si capisce perché Wikileaks che pubblica i cable commette un reato e i giornali americani che fanno lo stesso invece no.

C'è poi che le grandi testate che collaborano con Wikileaks, su tutte il The New York Times, che collabora all'impresa per interposto The Guardian, dovrebbero in teoria condividere le stesse responsabilità di Wikileaks, invece no. Bastano queste banali considerazioni per certificare la natura esclusivamente politica degli attacchi a Wikileaks. Fortunatamente altri giganti con simili terms of service non sembrano aver raccolto questo genere di pressioni, resiste la pagina Wikileaks su Facebook, non sono segnalati interventi sull'indicizzazione da parte di Google ed è ancora agibile Twitter.

Non è detto che si tratti di pulsioni libertarie o di adesioni ideologiche, in una battaglia del genere l'utenza di Internet è schierata massicciamente dalla parte del diritto alla divulgazione dei cable e gli utenti di questi servizi sono anche il loro rincipale patrimonio di aziendale. Ancora più tristi, se possibile, le indicazioni impartite alla istituzioni governative statunitensi ai loro dipendenti, tra le quali spicca il divieto di consultare documenti (ormai) notori o discuterne i contenuti, ordine che riecheggia metodi da polizia del pensiero. Ma non basta, ecco allora le pressioni sugli altri paesi, con la Francia che (prevedibilmente) s'allinea e con la Svizzera, ora sulla graticola per un mirror del sito con l'identificativo .ch. Comportamenti stupidi e controproducenti. Dopo che dalla stalla aperta sono fuggiti i buoi, il contadino americano esce in strada sparando ai passanti invece di maledire la volta che ha lasciato aperta la porta.

Così, mentre il servizio diplomatico è sconvolto e la signora Clinton fa il giro dei giardini dei vicini a raccogliere il letame "made in the USA", le agenzie governative si dedicano a una riduzione del danno tanto scomposta che prevedibilmente farà più danni che bene. Intanto in soccorso di Wikileaks accorrono in molti con donazioni individuali (la reazione americana è un'ottima pubblicità) e si mobilitano altre realtà nate per favorire la libertà d'espressione in rete. Ieri Indymedia.org ha proposto un altro mirror del sito e presto anche le sue declinazioni locali faranno o già hanno fatto altrettanto, aumentare il numero dei mirror (per di più su server più protetti della media come sono quelli d'Indymedia), renderà del tutto inutili le pressioni per far fuori wikileaks.ch ed emuli. Non è una battaglia che il governo americano possa pensare di vincere.

[fonte: agoravox.it]

lunedì 6 dicembre 2010

Yara Gambirasio, video ritrovamento del corpo della ragazza non cascateci!

I link-like-jackers non sembrano guardare in faccia nessuno: Yara Gambirasio inclusa. La bambina scomparsa il 26 novembre scorso è vittima inconsapevole di una pagina su Facebook acchiappa-like (le foto del ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio), una specie di bufala come era capitato per Sarah Scazzi nonchè per altri video shock pubblicati su Facebook ma che portavano a pagine che non mostravano proprio nulla. Stavolta siamo dinnanzi ad uno scherzo di cattivissimo gusto, e gli ideatori dovrebbero solo vergognarsi nell'incitare a premere sul bottone del Mi Piace e di condividere il link coi propri amici pur di vedere Yara. Mi raccomando, non cascateci assolutamente e non fate click sulla pagina per vedere il video di Yara Gambirasio mi raccomando!

venerdì 3 dicembre 2010

Jovanotti, Tutto l'amore che ho

Oggi, 3 dicembre 2011, è in uscita il nuovo singolo di Lorenzo Cherubini. Jovanotti ha fatto anticipare l'album "Ora" in uscita il 25 gennaio, dal singolo "Tutto l'amore che ho", che da oggi è disponibile su tutte le radio.

La canzone "tutto l'amore che ho" è stata una scelta voluta dal cantante, che ha detto che è stata proprio la parola amore a fare in modo che la sua voglia di cantare non venisse mai meno. E di sicuro non ne dubitiamo visto che la maggior parte delle sue canzoni d'amore sono delle vere e proprie poesie. «È stata proprio la parola “amore” a rafforzare la mia voglia di cantare questa canzone. Dopo aver sentito questa parola pronunciata in un comizio di un partito ho sentito forte il bisogno di riprendermela, di riportarla dove è giusto che sia, nelle canzoni e nella vita vera». Quindi una voglia di riappropriarsi della parola amore, usata e abusata anche in ambiti dove è veramente fuori posto. Dal 2 dicembre il video e la canzone sono stati disponibili in anteprima sulla pagina ufficiale di Jovanotti su Facebook. Il video di "Tutto l'amore che ho" è stato realizzato come una specie di action movie, un video molto impegnato e a tratti serio, ma che ha divertito molto Lorenzo Cherubini nella sua realizzazione. Nel video si vede Jovanotti contrastato nel suo cammino dalle cose più brutte che possano ostacolare un uomo, terroristi, aggressori, animali feroci, ma lui nel suo percorrere la vita mantiene un passo di danza come a voler testimoniare che la vita va vissuta ballando a qualsiasi costo. «Il mio augurio di buon anno nuovo è questa canzone e questo video, dove c’è uno che è disposto a tutto per conquistare quella che il grande scrittore Alvaro Mutis chiama “una goccia di splendore”, che fa molto rima con amore».

[fonte: we-news.com]

Yara Gambirasio ultime notizie

Il sesto giorno di ricerche (senza il minimo riscontro) di Yara Gambirasio, la tredicenne che manca da casa da venerdì scorso, coincide con il ritorno sulla scena delle indagini di Enrico Tironi, il giovane vicino di casa che si era inventato davanti alle tv di aver visto la ragazzina salire su un’auto con due uomini. Tironi è stato interrogato ieri per la prima volta dalla pm Letizia Ruggeri; ma accanto a quella del ragazzo spunta una seconda testimonianza, raccolta dai carabinieri, che potrebbe avere un peso sulle indagini: è quella di Federico Anni, custode del cantiere edile nel quale i cani hanno costantemente indirizzato le ricerche di Yara. «Venerdì notte ero al mio posto e qui non è entrato nessuno» ha detto. Cominciando da Tironi, il ragazzo ha risposto per oltre un’ora in qualità di testimone alle domande del magistrato. Come mai questa convocazione? Gli inquirenti vogliono capire se davvero il racconto fatto alle tv dal giovane è davvero solo frutto di fantasia. Tironi aveva arricchito la sua narrazione di numerosi dettagli: colore e marca dell’auto (una Citroën rossa con un graffio sul portellone), la fisionomia dei due sconosciuti, l’abbigliamento di Yara (proprio quello indossato dalla ragazza). Ieri Enrico ha ripetuto di essersi inventato tutto per fare bella figura in tv ma la sua figura conserva qualche tratto enigmatico. Con gli amici al bar avrebbe ribadito la genuinità del racconto («Io Yara l’ho vista per davvero») anche dopo la ritrattazione mentre sulla sua pagina di Facebook il ragazzo ha scritto un solo post in due mesi, dedicato al delitto di Avetrana e augurandosi, in un italiano approssimativo, la morte dell’assassino. L’altro testimone su cui si è concentrata l’attenzione di Procura e carabinieri è Federico Anni, il custode del cantiere di Mapello passato al setaccio nei giorni scorsi. Ieri erano stati inizialmente messi i sigilli a un piccolo magazzino di attrezzi, su cui si erano soffermati i cani alla ricerca di Yara. Ma là dentro non è stato trovato nulla di rilevante. «Lo scorso venerdì notte ero al mio posto dentro il cantiere — racconta il custode — ho fatto anche più volte un giro d’ispezione con la torcia elettrica e posso assicurarvi che qui non è venuto nessuno». Una versione che smentisce la «traccia» indicata dall’olfatto dei cani anche se Anni il sabato smonta dal servizio e vi fa ritorno solo il lunedì: durante il weekend viene sostituito da altri sorveglianti. Per quanto riguarda le ricerche, invece, il raggio d’azione si sta allargando: ieri ha toccato anche una cava a Palazzago e alcuni siti nella zona di Almenno San Bartolomeo. Sempre sostenuta la partecipazione dei volontari ma da ieri anche la polizia ha messo a disposizione uomini, arrivati da Milano e Padova. Infine il settimanale Panorama, nel numero in edicola oggi, annuncia un servizio su Yara Gambirasio che contiene frasi dell'ultimo tema di italiano scritto dalla ragazza prima della scomparsa. Racconta di una gita con la classe alla manifestazione Bergamo Scienza e della curiosità manifestata da Yara per la macchina Enigma usata dal controspionaggio nazista durante la Seconda guerra mondiale.

[fonte: altervista.org]

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Aggiornamento del 6 Dicembre 2010: La notizia dell’arresto del marocchino accusato di aver preso parte all’omicidio di Yara Gambirasio, ha sconvolto tutti. Peccato, però, che a farsi sentire non è tanto il dolore per la morte un innocente, ma quanto piuttosto gli incitamenti a sfondo razziale, che non sono mancati anche su Facebook.

La tensione è alta a Brembate Sopra, il paesino dove viveva la ragazza.

Occhio per occhio, dente per dente […] Non ne possiamo più di questi immigrati, devono tornarsene a casa loro […] Marocchini fuori da Bergamo […] Lasciatecelo in piazza a Brembate, noi non abbiamo mai cercato niente, loro vengono qui a rubarci il lavoro e violentarci le donne.

Queste sono solo alcune delle scritte contro gli extracomunitari che circolano in paese e sui social network.

Il sindaco della città, Diego Locatelli, ha cercato di riportare l’ordine e, durante una conferenza stampa, ha espresso così tutto il suo disaccordo rispetto ai messaggi e alle scritte contro gli extracomunitari:

Ci dissociamo da singoli episodi manifestatisi in occasione della divulgazione di notizie inerenti alle indagini tuttora in corso e ancora in fase di accertamento […] Auspichiamo che questo non sia strumentalizzato e che prevalga il senso di massimo riserbo sulle indagini che le forze dell’ordine stanno svolgendo con professionalità e con grande dispiego di energie e risorse.

Tuttavia, sarà difficile limitare episodi del genere anche perché su Facebook i commenti razzisti si moltiplicano ogni minuto che passa: s’invoca la pena capitale, linciaggi, la legge del taglione. Frasi queste che fanno riflettere, per cui il dubbio sorge spontaneo: che differenza c’è tra il nostro paese, che si fa portavoce della difesa dei diritti umani e i paesi islamici, dove la legge del taglione esiste davvero?

[fonte: onewoman.it]

giovedì 2 dicembre 2010

Google Evil o Google is God?

Solo ieri abbiamo pubblicato i dati delle parole più ricercate sul web tramite Yahoo! Search, il motore di ricerca numero 2 al mondo dietro BigG. Oggi la nostra sete di statistiche ed informazioni non si è affatto placata, ecco che vogliamo la classifica delle parole più cercate su Google nel 2010: ovviamente non sono ancora disponibili, visto che Zeitgeist verrà pubblicato tra qualche settimana. Eppure, nella marea di dati relativi raccolti da Google in tutto il mondo, salta all'occhio un insolito sorpasso: Google Evil, in questi ultimi 3 giorni, batte in volume di ricerche il classico Google Is God. Un trend strano, che finora ha sempre visto la dominante del bene sul male anche sul web e probabilmente influenzato dalle dichiarazioni di Mozilla che accusa Google Apple e Microsoft di comportarsi in modo poco trasparente installando software sui browser degli utenti senza il benchè minimo avviso e richiesta di conferma. Anzi, il gigante dei motori di ricerca ha il suo motto-slogan che afferma proprio "Don't be evil", ossia è possibile mettere al primo posto negli obiettivi degli amministratori di siti web gli utenti, e fare, allo stesso modo, un ottimo business senza essere "cattivi" nè maliziosi. Eppure, in base alle ricerche degli stessi utenti, proprio a Google non si starebbe comportando secondo i suoi principi di base: date uno sguardo a Insight For Search per rendervene conto, ecco il grafico.

Lascio a voi qualunque considerazione e commento al riguardo.

mercoledì 1 dicembre 2010

Facebook, Belen Rodriguez e le altre parole più cercate nel 2010

Facebook è stata la parola più ricercata nel 2010. E' questo il verdetto di Yahoo! che come ogni anno stila la classifica dei trend dell'anno sul suo motore di ricerca, che come noto non è il più usato in Italia ma è sicuramente in grado di dire cosa cercano gli italiani in Rete. Al primo posto delle keyword più popolari, dunque, il social network di Zuckerberg, ma ecco quali sono tutte le sottocategorie pensate da Yahoo! dei temi che hanno riguardato di più gli italiani nel 2010.

La Top Ten delle parole più cercate

  1. Facebook
  2. Giochi
  3. Oroscopo
  4. Superenalotto
  5. Grande fratello
  6. Calciomercato
  7. Previsioni meteo
  8. Belen Rodriguez
  9. Mappe
  10. Tarocchi


Panoramica sul mondo

  1. La marea nera
  2. Le nubi di cenere del vulcano Eyjafjallajokull
  3. Disastri naturali in Pakistan, Haiti e Cile
  4. Verso nuove elezioni?
  5. Europa in crisi
  6. Allarme terrorismo
  7. Flop Obama elezioni di mid-term
  8. Minatori cileni prigionieri
  9. Fine della guerra in Iraq
  10. Censura - dall'Iran alla Cina, passando per il premio Nobel della Pace


Gli scandali

  1. Ruby Rubacuori
  2. Tiger Woods
  3. Montecarlo Casa Tulliani
  4. Caso Wikileaks
  5. Escort e calcio
  6. Morgan
  7. Vallettopoli bis
  8. Scandalo appalti
  9. Scajola e l’appartamento di Roma
  10. Bruciare il Corano, l'iniziativa del pastore Jones


Cosa ha detto la scienza

  1. Nata vita artificiale - creata prima cellula con genoma sintetico
  2. Scoperto gemello del nostro sistema solare
  3. Immortalata la luce del Big Bang
  4. Censimento vita marina: 120.000 specie all'appello
  5. Il Neandertal che c'è in noi: sequenziato il suo DNA
  6. Animali e piante preistorici scoperti nel 2010
  7. Super attività solare e tempesta solare nel 2010
  8. Hawking: gli alieni esistono e sono cattivi, meglio non incontrarli
  9. L'eclissi del Millennio
  10. Il robot più piccolo del mondo


Le celebrità più cercate

  1. Belen Rodriguez
  2. Elisabetta Canalis
  3. Nina Senicar
  4. Lady Gaga
  5. Ilary Blasy
  6. Veronica Ciardi
  7. Manuela Arcuri
  8. Michelle Hunziker
  9. Kasia Smutiniak
  10. Sara Carbonero


Le ricerche più popolari sul cellulare

  1. Calcio Serie A
  2. Oroscopo
  3. Mondiali
  4. Superenalotto
  5. Belen Rodriguez
  6. Calciomercato
  7. Festival di Sanremo
  8. Simona Ventura
  9. Cristina del Basso
  10. Giro d’Italia

Le domande più curiose provenienti da Yahoo Answers

  1. Con quale metodo si può dimostrare che la Cassa Veloce del supermercato è in realtà la più lenta?
  2. Se la tecnologia arrivasse al punto di creare cibo artificiale, questo verrebbe rifiutato dalla società?
  3. E' possibile viaggiare nel tempo?
  4. Perché le ascisse non ascendono?
  5. Sapreste scrivere un racconto horror di massimo 10 parole?
  6. Cosa ti fa credere che il tuo matrimonio sarà "diverso" da tutti quelli che vanno a rotoli?
  7. Se sono fermo in divieto di sosta e il vigile fischia per farmi spostare sono obbligato ad andare via?
  8. Perché si vota con la matita?
  9. Come si capisce se una tartaruga è maschio o femmina?
  10. Gli animali possono provare "amore", o pensano solo ad accoppiarsi?


Un riassunto dei dati è visibile su questo sito.

[fonte: wired.it]