venerdì 3 dicembre 2010

Yara Gambirasio ultime notizie

Il sesto giorno di ricerche (senza il minimo riscontro) di Yara Gambirasio, la tredicenne che manca da casa da venerdì scorso, coincide con il ritorno sulla scena delle indagini di Enrico Tironi, il giovane vicino di casa che si era inventato davanti alle tv di aver visto la ragazzina salire su un’auto con due uomini. Tironi è stato interrogato ieri per la prima volta dalla pm Letizia Ruggeri; ma accanto a quella del ragazzo spunta una seconda testimonianza, raccolta dai carabinieri, che potrebbe avere un peso sulle indagini: è quella di Federico Anni, custode del cantiere edile nel quale i cani hanno costantemente indirizzato le ricerche di Yara. «Venerdì notte ero al mio posto e qui non è entrato nessuno» ha detto. Cominciando da Tironi, il ragazzo ha risposto per oltre un’ora in qualità di testimone alle domande del magistrato. Come mai questa convocazione? Gli inquirenti vogliono capire se davvero il racconto fatto alle tv dal giovane è davvero solo frutto di fantasia. Tironi aveva arricchito la sua narrazione di numerosi dettagli: colore e marca dell’auto (una Citroën rossa con un graffio sul portellone), la fisionomia dei due sconosciuti, l’abbigliamento di Yara (proprio quello indossato dalla ragazza). Ieri Enrico ha ripetuto di essersi inventato tutto per fare bella figura in tv ma la sua figura conserva qualche tratto enigmatico. Con gli amici al bar avrebbe ribadito la genuinità del racconto («Io Yara l’ho vista per davvero») anche dopo la ritrattazione mentre sulla sua pagina di Facebook il ragazzo ha scritto un solo post in due mesi, dedicato al delitto di Avetrana e augurandosi, in un italiano approssimativo, la morte dell’assassino. L’altro testimone su cui si è concentrata l’attenzione di Procura e carabinieri è Federico Anni, il custode del cantiere di Mapello passato al setaccio nei giorni scorsi. Ieri erano stati inizialmente messi i sigilli a un piccolo magazzino di attrezzi, su cui si erano soffermati i cani alla ricerca di Yara. Ma là dentro non è stato trovato nulla di rilevante. «Lo scorso venerdì notte ero al mio posto dentro il cantiere — racconta il custode — ho fatto anche più volte un giro d’ispezione con la torcia elettrica e posso assicurarvi che qui non è venuto nessuno». Una versione che smentisce la «traccia» indicata dall’olfatto dei cani anche se Anni il sabato smonta dal servizio e vi fa ritorno solo il lunedì: durante il weekend viene sostituito da altri sorveglianti. Per quanto riguarda le ricerche, invece, il raggio d’azione si sta allargando: ieri ha toccato anche una cava a Palazzago e alcuni siti nella zona di Almenno San Bartolomeo. Sempre sostenuta la partecipazione dei volontari ma da ieri anche la polizia ha messo a disposizione uomini, arrivati da Milano e Padova. Infine il settimanale Panorama, nel numero in edicola oggi, annuncia un servizio su Yara Gambirasio che contiene frasi dell'ultimo tema di italiano scritto dalla ragazza prima della scomparsa. Racconta di una gita con la classe alla manifestazione Bergamo Scienza e della curiosità manifestata da Yara per la macchina Enigma usata dal controspionaggio nazista durante la Seconda guerra mondiale.

[fonte: altervista.org]

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Aggiornamento del 6 Dicembre 2010: La notizia dell’arresto del marocchino accusato di aver preso parte all’omicidio di Yara Gambirasio, ha sconvolto tutti. Peccato, però, che a farsi sentire non è tanto il dolore per la morte un innocente, ma quanto piuttosto gli incitamenti a sfondo razziale, che non sono mancati anche su Facebook.

La tensione è alta a Brembate Sopra, il paesino dove viveva la ragazza.

Occhio per occhio, dente per dente […] Non ne possiamo più di questi immigrati, devono tornarsene a casa loro […] Marocchini fuori da Bergamo […] Lasciatecelo in piazza a Brembate, noi non abbiamo mai cercato niente, loro vengono qui a rubarci il lavoro e violentarci le donne.

Queste sono solo alcune delle scritte contro gli extracomunitari che circolano in paese e sui social network.

Il sindaco della città, Diego Locatelli, ha cercato di riportare l’ordine e, durante una conferenza stampa, ha espresso così tutto il suo disaccordo rispetto ai messaggi e alle scritte contro gli extracomunitari:

Ci dissociamo da singoli episodi manifestatisi in occasione della divulgazione di notizie inerenti alle indagini tuttora in corso e ancora in fase di accertamento […] Auspichiamo che questo non sia strumentalizzato e che prevalga il senso di massimo riserbo sulle indagini che le forze dell’ordine stanno svolgendo con professionalità e con grande dispiego di energie e risorse.

Tuttavia, sarà difficile limitare episodi del genere anche perché su Facebook i commenti razzisti si moltiplicano ogni minuto che passa: s’invoca la pena capitale, linciaggi, la legge del taglione. Frasi queste che fanno riflettere, per cui il dubbio sorge spontaneo: che differenza c’è tra il nostro paese, che si fa portavoce della difesa dei diritti umani e i paesi islamici, dove la legge del taglione esiste davvero?

[fonte: onewoman.it]

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